Dedicato a tutti i non credenti che si sentono affogare nel magma ipocrita ed invadente del cattolicesimo.
E non solo.

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Utente: alemae
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martedì, 29 aprile 2008
Manifesto.

Manifesto (o Manifestino)
della mancanza di rispetto verso la Chiesa Cattolica

L’evoluzione dell’uomo ha permesso alcune fondamentali acquisizioni: il principio di non contraddizione, la penicillina, la democrazia, il rispetto per il pensiero altrui. Questo rispetto viene giustamente esteso a tutto ciò che non è puro pensiero ma anche credenza, spiritualità e ciò che questi concetti di sfuggente definizione producono in campo etico: riti religiosi, manifestazioni devozionali, etc. Bene: oggi, anno 2008 dell’era post-tecnologica e informatica, a più di due secoli dall’Illuminismo ed a quasi un secolo dalla teoria della relatività, la Chiesa Cattolica continua le sue incursioni contro la razionalità, l’evoluzionismo, la ricerca scientifica, la medicina curativa e palliativa e molti altri baluardi della nostra debole maturità umana. Per contro, la Chiesa Cattolica, propugna con vigore e in modo invadente il suo modello di civiltà: l’obbedienza acritica verso una dottrina ed una tradizione forgiata a suon di concilî rissosi, papi sanguinarî e persecuzioni inquisitorie, l’ingerenza nell’etica individuale e sociale, la pressione costante sui governi - segnatamente quello italiano ma in principio quelli di tutto il mondo - affinché modellino le proprie leggi sulla base dei dettami cattolici, la condanna di ogni etica diversa da quella cattolica e la pretesa di fungere da unico paradigma di comportamento non soltanto per gli adepti di quella sètta ma per tutti gli esseri del mondo.

A complemento di questa protervia dottrinale vi è una pratica religiosa troglodita e barbara fatta di riti necrofili e pacchiani, come l’ostensione del cadavere di Francesco Forgione, l’agitazione di ampolle contenenti il falso sangue di un morto, il cencio dipinto in epoca medievale con la pessima riproduzione dell’impronta di Gesù, le lacrimazioni di statue di gesso, riti che sarebbero del tutto risibili se non fossero accompagnati dalla frode (la maschera di silicone sul volto del cappuccino, il falso storico-chimico della sindone e del sangue liquefatto, etc) e deliberatamente vòlti al profitto economico, oltreché al plagio ed alla soggezione degli ignoranti.

L’universalità dei mezzi di comunicazione e la forza che la Chiesa Cattolica esercita su di essi rende la moltiplicazione di quesri riti, divieti, sentenze e prescrizioni del tutto assillante ed invadente nei confronti di quell’enorme parte della civiltà umana che non vi crede. Questo è il punto: la Chiesa Cattolica ed i suoi adepti difendono questa congerie di riti e superstizioni appellandosi al rispetto che si deve verso la religione e verso la sensibilità religiosa dei credenti. Di fatto questo limite è infinito, non potendosi sondare quale sia il punto oltre cui la «sensibilità religiosa» di una certa persona si ritenga urtata. La civiltà dell’Illuminismo, del libero pensiero e della democrazia ha portato a maturare il rispetto verso le idee e le idee religiose dei singoli, estendendo il principio della difesa della libertà di pensiero anche a coloro che per secoli hanno fatto del settarismo e della persecuzione il principale mezzo di propaganda della loro dottrina.

Oggi il libero pensiero, la libera ricerca scientifica, la libertà di scelta morale dei singoli è costantemente ostacolata, criticata e negata dalla chiesa Cattolica con l’opera di capillare propaganda portata avanti dal suo capo. Di fronte ai continui attacchi verso i principî che ci hanno permesso di uscire dalla barbarie dei secoli passati e dalla soggezione di una dottrina opprimente e involutiva, è necessario che gli uomini razionali difendano il loro patrimonio di cultura e di evoluzione, così come è necessario alla fragile democrazia difendersi dalle insidie del sempre rinascente totalitarismo. È per questo urgente motivo che, d’ora in avanti, non porteremo più rispetto verso la «sensibilità religiosa» di chi ci propone sfacciatamente l’adorazione di cadaveri o parti di essi, di chi propugna l’accanimento terapeutico sui decerebrati, di chi condanna l’uso della pillola del giorno dopo, di chi si oppone all’uso dell’aborto anche per fini terapeutici, di chi promuove la continuazione del dolore come mezzo di dominio sulle coscienze, di chi sentenzia giornalmente sopra a materie di normale amministrazione socio-politica e privata come le unioni civili, le pratiche sessuali, etc. Non gli porteremo alcun rispetto, perché il loro pensiero costituisce un danno ed una involuzione per la società.

Perdipiù, il principio di rispetto verso le idee e convinzioni altrui dev’essere reciproco: non si capisce perché la Chiesa Cattolica debba giornalmente infrangere questo principio offendendo la sensibilità e la razionalità di tutti coloro che non si riconoscono parte di essa, proponendo loro argomenti, dettami e comportamenti che offendono la logica e la ragione. Gli uomini razionali, eticamente maturi e pacifici hanno dunque tutto il diritto di risentirsi e considerarsi offesi di fronte a queste continue incursioni. È per questo principio che, al puro scopo di autodifesa, sospendiamo ogni forma di rispetto verso la Chiesa Cattolica, avendo come unico limite quello delineato del codice civile e penale. Tutti i riti, le affermazioni e le azioni della Chiesa Cattolica che risulteranno contrarie alla logica, alla ragione, al buon gusto e ad un’etica laica matura ed evoluta, saranno pertanto fatto oggetto di scherno, riso e mancanza di rispetto. Sarà dunque lecito al laico ed all’uomo razionale non solo criticare, ma anche prendere a pernacchie l’apparizione di un santo fra le macchie di una padella o quei miracoli dove si ringrazia perché non sono morti proprio tutti. Ciò che offende la ragione non sarà più rispettato.

Concetti come «fede», »sensibilità» e «spiritualità» non potranno più costituire una copertura ed una patente d’impunità per tutto ciò che di illogico, ripugnante, antistorico, antiscientifico e laicamente immorale propugna la Chiesa Cattolica.

Federico M. Sardelli

Da parte loro, i Paguri aggiungono come oggetti di scherno e mancanza di rispetto anche i canali - di qualsiasi natura essi siano - completamente asserviti alla diffusione, la propaganda e la difesa della Chiesa Cattolica, primi fra tutti i TG.

Postato da: alemae a 14:46 | link | commenti (12)

lunedì, 10 dicembre 2007
Voi.

Questa è presa "para para" dal semplicemente divino sito di don Zauker, personaggio del Vernacoliere.
www.donzauker.it. Divino.


Voi,
i cristiani, gli ebrei, i musulmani, i buddisti, gli scintoisti, gli avventisti, i panteisti, i testimoni di questo e di quello, i satanisti, i guru, i maghi, le streghe, i santoni, quelli che tagliano la pelle del pistolino ai bambini, quelli che cuciono la passerina alle bambine, quelli che pregano ginocchioni, quelli che pregano a quattro zampe, quelli che pregano su una gamba sola, quelli che non mangiano questo e quello, quelli che si segnano con la destra, quelli che si segnano con la sinistra, quelli che si votano al Diavolo, perché delusi da Dio, quelli che pregano per far piovere, quelli che pregano per vincere al lotto, quelli che pregano perché non sia Aids, quelli che si cibano del loro Dio fatto a rondelle, quelli che non pisciano mai controvento, quelli che fanno l’elemosina per guadagnarsi il cielo, quelli che lapidano il capro espiatorio, quelli che sgozzano le pecore, quelli che credono di sopravvivere nei loro figli, quelli che credono di sopravvivere nelle loro opere, quelli che non vogliono discendere dalla scimmia, quelli che benedicono gli eserciti, quelli che benedicono le battute di caccia, quelli che cominceranno a vivere dopo la morte…

Tutti voi,
che non potete vivere senza un Papà Natale e senza un Padre castigatore.

Tutti voi,
che non potete sopportare di non essere altro che vermi di terra con un cervello.

Tutti voi,
che vi siete fabbricati un dio “perfetto” e “buono” tanto stupido, tanto meschino, tanto sanguinario, tanto geloso, tanto avido di lodi quanto il piu’ stupido, il piu’ meschino, il piu’ sanguinario, il piu’geloso, il piu’ avido di lodi tra voi.

Voi, oh, tutti voi

NON ROMPETECI I COGLIONI!

Fate i vostri salamelecchi nella vostra capanna, chiudete bene la porta e soprattutto non corrompete i nostri ragazzi.

Non rompeteci i coglioni, cani!

François Cavanna

Postato da: alemae a 13:54 | link | commenti (19)

venerdì, 16 marzo 2007
Sul divorzio.

Per chi non conoscesse "the brick testament", la Bibbia raccontata coi lego (una vera perla), consiglio di andare su http://www.thebricktestament.com/the_teachings_of_jesus/on_divorce/mk10_11a.html,

Non ve ne pentirete, brutti apostati.

Postato da: alemae a 07:36 | link | commenti

giovedì, 25 gennaio 2007
L'accertamento dei PACS

di Sebastiano Messina

Non si può che restare ammirati, dalla passione con cui alcuni ministri e parlamentari – accomunati da una particolare visione della fede cattolica – si stanno dando da fare per limare l’imminente disegno di legge sulle unioni civili. Senza pretendere di capire come e perché la civile regolazione dei diritti dei due conviventi della porta accanto metta in grave pericolo il mio matrimonio, resto a bocca aperta davanti allo scontro lessicale sul certificato che – pare – verrà rilasciato alle coppie di fatto. “Non è un riconoscimento, ma un accertamento”, ha tenuto a precisare il ministro Bindi. Se ne deduce che il riconoscimento è ateo, mentre l’accertamento è pio. Singolare distinzione, applicata a due persone che si vogliono bene: la parola “accertamento” mette implicitamente in dubbio la verità dichiarata dal cittadino, rimandando a misteriosi esami clinici, a spiacevoli verifiche in commissariato, a temutissime ispezioni della Guardia di finanza. Fa dell’amore un’attività sospetta, assimilandolo a una malattia rara, a un’adunata sediziosa, all’evasione fiscale. Sanabile all’istante, si capisce, solo con un matrimonio (in chiesa, possibilmente).

La Repubblica, 25/01/2007

Postato da: alemae a 14:26 | link | commenti

martedì, 14 novembre 2006
Frizzi & Ratzy

Uno dice: oggi sono stanco, non mi va di postare. E questi qua se ne escono con affermazioni che spingono le mie mani automaticamente sulla tastiera. Cheppalle.

Oggetto: la satira (innocua) su papa e suo segretario
Intervista al segretario succitato:

"spero che trasmissioni di questo tipo smettano: d'accordo la satira, ma queste 'cose' non hanno livello intellettuale e offendono uomini di Chiesa. Non sono accettabili. "

Quindi: va bene la satira, ma non su di noi ("offendono uomini di Chiesa"). La democrazia è stata considerata "tollerabile" dalla Chiesa solo in questo secolo; figuriamoci quanto le ci vorrà per abituarsi alla satira.

Tra parentesi: non era contrariato solo per la satira sul papa, ma anche per quella che riguardava lui stesso... Che, sia detto per dovere di cronaca, verte sulla sua immaginaria vanità, da belloccio quale è. Mi immagino se gli avessero fatto satira davvero.

Postato da: alemae a 16:01 | link | commenti

mercoledì, 07 giugno 2006
Del relativismo curiale

(da l'Amaca, di Michele Serra, La Repubblica del 13 maggio 2006)

Uno dei giorni più felici, per questo Paese, sarà quando il Papa potrà dire qualunque cosa, su qualunque argomento, senza suscitare alcuna reazione. Se non quelle, comprensibili, dei cattolici, ai quali il Papa si rivolge: se la vedano tra loro. Non ho mai capito perché i laici reagiscano con tanta suscettibilità a giudizi che non li riguardano minimamente. Se la ragione è che temono ingerenze della Chiesa nella vita politica, il modo migliore per dare rilievo e peso alle opinioni del Papa, o dei vescovi, è proprio drammatizzarle, ingigantirne il peso. Non esiste altro Paese al mondo nel quale una materia in fondo così specialistica, così parziale, così opinabile come la precettistica della Chiesa romana in materia sessuale, ottenga un clamore così spropositato. Basta mettere il naso fuori dall’Italia per capire che siamo rimasti l’unico paese al mondo che sia papista e antipapista. Disposto a dividersi e a litigare per settimane su ogni singola frase che esca dal Vaticano. D’accordo che il Papa è il vescovo di Roma, ma non sarà un poco provinciale questo incaponirsi, questo discettare sui tabù e sui regolamenti interni di un gruppo tutto sommato ristretto di sacerdoti anziani? Nelle edicole di Parigi, Londra, Madrid, di tutto questo non c’è traccia. A un’ora di aereo, già si parla d’altro. Suvvia.

Postato da: alemae a 18:23 | link | commenti (6)

martedì, 21 febbraio 2006
Alcuni commenti sulle vignette

Riporto alcuni commenti che ho trovato sul sito del Diario, che ha deciso - cosa che dovrebbero fare, a mio avviso, tutte le testate libere - di pubblicare le famigerate vignette.


venerdì 10 febbraio 2006, 7:53
Per dire quanto sono strumentali queste proteste, 6 delle 12 vignette erano già state pubblicate il 17 ottobre e non sulla malvagia stampa occidentale, ma su un quotidiano egiziano. Senza peraltro suscitare grandi clamori né particolari reazioni. Solo dopo un mese, Abu Laban, l'Imam danese da cui è inziato tutto questo scangeo, si è posto a capo di una delegazione di religiosi islamici residenti in Danimarca che si è recata nei paesi arabi per una sorta di tour dell'indignazione per accreditarsi e accreditare lo scontro di civiltà. Tutto calcolato insomma. Dal che si deduce che i Calderoli e i Pera da una parte e questi predicatori violenti dall'altra in fondo fanno lo stesso sporco lavoro. E i citrulli ci cascano sempre.
Mario Rossi, Aosta

giovedì 9 febbraio 2006, 12:57
Il mondo non e' solo tabloids danesi. Ci sono anche Jesus Christ Superstar, L'Ultima Passione di Cristo. Addirittura La Vita di Brian. Senza contare l'interminabile teoria di vignette composte nei secoli, a partire probabilmente dalla visione di Costantino. Il sentimento medio del muzul e' paragonabile a quello del militante di Forza Nuova. La differenza e' che Forza Nuova rappresenta lo 0,01% del totale dell'occidente mentre il muzul medio rappresenta un buon 97%. (...)

martedì 7 febbraio 2006, 8:59
(...) perchè questa fiammata improvvisa quattro mesi dopo la pubblicazione delle vignette? Ed emerga una verità diversa, salta fuori che tutto è stato preparato con cura, che c'è ben poco di spontaneo. Allora non credo sia molto lontano dalla verità chi dice che siamo solo in presenza di una lotta di potere tra i vari gruppi fondamentalisti. Flemming Rose, il giornalista che a settembre 2005 commissionò le vignette a un gruppo di disegnatori, in una bella intervista ha raccontato un po' l'antefatto. Le proteste interne erano già da tempo rientrate con reciproca soddisfazione, c'era stato anche un pronunciamento della magistratura danese che negava qualsiasi tipo di censura. La fiammata di questi giorni, secondo Rose, è stata in effetti provocata da un gruppo di Imam fondamentalisti in cerca di popolarità e accreditamento. Costoro non hanno accettato la conclusione pacifica della questione, e hanno organizzato un viaggio in Medio Oriente per sollevare le folle raccontando bugie. La "missione" pare riuscita in pieno.
Mario Rossi, Aosta

Postato da: alemae a 11:55 | link | commenti

sabato, 18 febbraio 2006
dillo alla luna...

Il fatto che un ministro leghista, ergo minus habens, vada in giro a far sfoggio di magliettine sotto camicia, cravatta e fazzoletto verde per ingraziarsi il suo gregge non può, in me, smorzare le immagini di altri pecoroni, radunati davanti alle ambasciate, infoiati contro le bandiere scandinave (ora anche la nostra).

Li guardo e mi deprimo. Gente senza altra attenzione che per l'odio verso il quale l'ha indirizzata il feudatario locale. Persone che non hanno niente, sono governate peggio dei francesi sotto Luigi e Maria Antonietta, ma - pecoroni, appunto - non trovano altro oggetto della loro disperazione che un fantomatico nemico esterno. Altro che autodeterminazione, altro che voglia di cambiamento. Basta prendere una kefia, un kalashnikov, una cazzo di tenda e i problemi sono alle spalle.

La libertà si conquista, non te la danno nè gli Americani (ai quali il concetto non interessa), nè i libri scritti male, come il Corano. La libertà, la dignità si conquistano, come fecero per tanti anni - dalle nostre parti - operai e contadini che persero, quando non la vita, tutto quel poco che avevano.

Questa gente resterà nelle condizioni in cui vive oggi, ovviamente. A gridare contro la luna (sarebbe più poetico) col prosciutto (ooops, è maiale, blasfemia!) che copre la vista sulle sue magagne interne.

La religione può anche questo.
Allah Akbar. Ci penserà lui, statene certi.

PS: Aggiungo un pezzo tratto da un post del blog "Il Guardone Romano", che con ottima sintesi dice quello che io, in maniera meno precisa, voglio da tempo affermare al riguardo:

(..) la questione è che con la scusa del “rispetto” e della “sensibilità” altrui non si possano non tanto fare delle innocue e infantili vignette, quanto non si possano trattare determinati argomenti di natura storica, vedere certi film, sentire certi dischi o aprire dibattiti politici sulla presenza o meno di simboli religiosi, o il finanziamento alle chiese, e via di questo passo. Comunque, alla fine un giornale italiano laico –non La Padania- ha deciso di mostrare le vignette: si tratta di Diario. (...)      :. link al post


 

Postato da: alemae a 22:47 | link | commenti (10)

mercoledì, 15 febbraio 2006
Lo diceva puro Trilussa

E mi pare un bell'esempio - che io estendo a qualsiasi superstizione, monoteismi included - di razionalismo.
Ma voglio anche farvi sorridere un po'.

L'indovina de le carte

- Pe' fa' le carte quanto t'ho da dà?
- Cinque lire. - Ecco qui; bada però
che m'haio da di' la pura verità...
- Nun dubbitate che ve la dirò.
 
Voi ciavete un amico che ve vô
imbrojà ne l'affari. - Nun pô sta
perché l'affari adesso nu' li fo.
- Vostra moje v'inganna. - Ma va' là!
 
So' vedevo dar tempo der cuccù!
- V'arimmojate. - E levete de qui!
Ce so' cascato e nun ce casco più!
 
- Vedo sur fante un certo nun so che...
Ve so' state arubbate... - Oh questo sì:
le cinque lire che t'ho dato a te.

Postato da: alemae a 11:03 | link | commenti

venerdì, 03 febbraio 2006
Pubblichiamole.

Non ho dimenticato che altrove le religioni sono più intransigenti della "nostra", sul piano pratico (su quello teorico sono la stessa cosa). La vergognosa reazione alle vignette sull'Islam, peraltro neanche troppo graffianti, mi porta a unirmi a quanti chiedono a tutti i giornali di pubblicarle: spero lo faccia la stampa tutta.

Quella cattolica è una religione che si è fatta furba, vive in occidente, in mezzo agli agi, e non le passerebbe mai per la testa un pensiero così radicale. Ma attenzione: quella islamica è una religione che vive di povertà e ignoranza (sono stati tradotti in arabo, da quando esiste la stampa, un numero di libri uguale a quelli che vengono tradotti in spagnolo in un solo anno, e sono pure in maggioranza di tema religioso). Per questo è vissuta più pericolosamente. Ma inserita in un contesto come il nostro, non farebbe trasparire differenza alcuna...

Non credo ci sia bisogno di sottolineare come ogni ironia su una Verità Assoluta (qui anche direttamente rivelata) sia fondamentale, per stemperarne il pericoloso potenziale di violenza. Il convincimento che si è coperti da un Dio, che le proprie ragioni sono le stesse di un'entità onnipotente, non può che creare follia. La difficile coscienza di essere soli, e di doversi creare una moralità, una dignità costruendola e non importandola, porta al tanto bistrattato relativismo culturale. Che altro non è se non una struttura mentale flessibile, mutevole, e quindi attaccabile. Voglio dire: se l'assolutismo (in politica si chiama totalitarismo, ma è esattamente la stessa cosa trasposta) genera martiri, kamikaze, killer e gente fuori di testa, il relativismo - tolte le sue manifestazoni più estreme, che sfociano nell'immobilismo "accidioso", per dirla con Ratzy - ha nel dubbio la sua grandezza. Il relativismo è democratico. Una vignetta contro il capo dello stato non porta all'assalto dell'ambasciata!

Vi invito a leggere il post che ho pubblicato pochi giorni fa, contenente un bellissimo articolo di Isaac Asimov sul valore del metodo scientifico. Asimov era ebreo, e da quella religione ci sono venuti gli esempi più brillanti e dissacranti di autoironia (lasciando da parte coloni ed ortodossi!), di sano sberleffo verso il proprio culto e le proprie usanze religiose. Woody Allen, Groucho Marx e Asimov erano sì atei, ma permeati di quella cultura che altri grandi ebrei, come Moni Ovadia (che ateo non è) mostrano anche nel difficile esercizio della convivenza tra raziocinio e misticismo.


Comunque io, le vignette, le pubblico (come fa oggi il Corsera, dal sito del quale le ho tratte). Buon divertimento.

Postato da: alemae a 07:01 | link | commenti (18)