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IRAN: VICE-PRESIDENTE SOTTO ACCUSA PER AVER GUARDATO ED APPLAUDITO BALLERINE
Dopo il presidente iraniano Mahmoud Ahmadinejad finito nel mirino nelle settimane scorse per aver guardato alcune donne senza velo cantare e ballare ai Giochi asiatici in Qatar, anche il suo vice, Esfandiar Rahim-Mashaie, e’ finito sul ‘banco degli imputati’. Lo hanno rifetito i media di Teheran, secondo cui a sollevare lo scandalo sono stati due deputati, che hanno mostrato un video in cui il vice presidente guarda ed applaude ad alcune ballerine durante una cerimonia a Istanbul per la fine dell’anno. Secondo i precetti islamici, a un uomo non e’ permesso guardare donne estranee che danzano e alle donne non e’ consentito di ballare di fronte a uomini estranei. ‘’Sono accusato di aver partecipato a una festa privata, nonostante si trattasse di una cerimonia culturale ufficiale a Istanbul a cui erano presenti il sindaco della citta’ e il segretario generale dell’Organizzazione della conferenza islamica'’, si e’ difeso Rahim-Mashaie. Che ha querelato i due parlamentari e respinto con indignazione la loro richiesta di dimissioni: ‘’La mia posizione e’ la stessa di Ahmadinejad e la migliore difesa da parte del presidente e’ di tenermi come suo vice, dal momento che non ho mai partecipato a una festa danzante in vita mia'’. Rahim-Mashaie ha proseguito la sua difesa ricordando che ‘’anche prima della rivoluzione islamica del 1979 io recitavo il Corano e mi ero impegnato a rispettare l’Islam fino alla fine della mia vita'’.
Come si fa a non rallegrarsi del fatto che, ogni tanto, chi predica idiozie sia obbligato a comportarsi da idiota?
Un vecchio articolo, scovato nel mio "archivio", di Michele Serra (L'amaca, La Repubblica, 3/3/2006).
MICHELE SERRA (3/3/2006)
Pare che l'avvenente Casini sia rimasto molto turbato da un'intervista televisiva nella quale Monica Bellucci si pronunciava contro la legge sulla fecondazione assistita. Casini ne deduce l'esistenza, in Italia, di una "questione anticattolica". Gli fa eco, dalle vaste anzi vastissime plaghe del centrosinistra, la catto-cattolica Binetti (candidata della Margherita, Dio ci perdoni), che propone a Bonolis di porre rimedio alla gravissima opinione della Bellucci ospitando, per parcondicio, anche lei, la Binetti. E poi il solito coro dei tanti che implorano di lasciar parlare finalmente la Chiesa, che come tutti sappiamo non parla mai, e tutti le cavano il microfono di sotto il bavero.
In termini strettamente tecnici, si tratta del classico capovolgimento della realtà (uno dei tanti). Le opinioni come quella della Bellucci (che reputa oscurantista e retriva una legge non solo antiscientifica, ma, aggiungo io, anche antieuropea) sono raramente espresse in televisione, e suscitano scandalo proprio perché la disabitudine al libero conflitto delle idee rende “impressionante" ogni minima autonomia di pensiero. Chi è abituato al monopolio della morale mal tollera anche l'ombra della concorrenza. E vede incombere una "questione anticattolica "solo perché un'attrice, per giunta donna, per giunta madre, dice la sua.
Pur con qualche ritardo, un accenno alla Meravigliosa Storia dell'Intelletto Papale: la visita di Peppe Ratzinger ad Auschwitz.
Il brav'uomo, appena arrivato, ha esclamato: "Dov'eri, Dio, mentre gli uomini compivano tutto questo abominio?". Frase che mi induce un paio di inquietanti domande:
a. Hanno fatto bene ad eleggere Papa un uomo che, per sua stessa ammissione, non sa dove sia il dio che rappresenta? Lasciando perdere l'immanenza di Dio, che ne renderebbe inutile un tentativo di localizzazione puntuale, non dovrebbe saperlo lui, che ne è segretario? E poi, si aspettava forse una risposta tonante, tipo "Ero a tavola"...? Detesto le domande retoriche.
b. Dove fosse Dio non si sa, resta un mistero, ma dove fosse in quegli stessi anni Ratzinger lo dice il suo curriculum vitae: con Hitler, da bravo arruolato (anche se giovanissimo) alla Wermacht. Pertanto la questione cambia: "Perché, Dio, ero lì" sarebbe stata domanda più coerente.
Lascio irrisolta la questione revisionista legata alle "colpe di pochi che hanno sfruttato i Tedeschi". Le colpe erano diffuse a livello di un intero popolo, dato che nei campi di sterminio ci passarono migliaia di SS ma anche migliaia di comuni cittadini (fabbri, insegnanti, tecnici, etc.) prestati provvisoriamente alle arti della tortura e dello sterminio. E non si hanno che sporadiche notizie di ribellioni o rifiuti, o di rallentamento della macchina da olocausto, anzi...
Insomma, uno si crede di trovarsi davanti ad un Uomo Universale, poi si accorge che è un piccolo tedesco sbrigativamente deciso a perdonarsi insieme con il suo popolo...
Da www.repubblica.it:
Cardinal Ruini, Cei: "Sono deluso. Ci vuole un cambiamento"
Il cardinale Camillo Ruini, presidente dei Vescovi italiani, sulle vicende di Calciopoli, sul Radiovaticana dice: "Dispiace anche a me, come a ogni italiano, ciò che sta accadendo nel mondo del calcio. Da vecchio tifoso sono deluso perchè vorrei che gli spettacoli sportivi fossero sempre genuini. Ci vuole un cambiamento di registro. Però non amo lo scandalo e il moralismo facile"
NON AMA IL MORALISMO FACILE? Ma c'è qualcuno, Bondi e Calderoli a parte, che abbia meno senso del ridicolo di questo ottuagenario pazzo? Ruini che non ama il moralismo facile...
Tra l'altro: ma si devono pure occupare di calcio, questi qua?
Il post che segue è tratto da www.giuda.it, un sito che vi invito a visitare.
Al.
Presentata al pubblico la "De inexistentia mezze stagioniis", la prima ponderosa enciclica a fascicoli settimanali. Col primo numero in regalo la statuetta di Giovanni Paolo II con la tracheotomia. Il messaggio è dirompente: "Dio c'è, mi dicono"
CITTA' DEL VATICANO - "Il papa pesa il pepe a pisa, pisa pesa il pepe al papa". Con queste parole inizia l'enciclica di Papa Benedetto Sedicente, la "De inexistentia mezze stagioniis".
Il sommo pontefice prende spunto dol commercio delle spezie nella città della torre pendente per intraprendere un viaggio e una riflessione sul mondo moderno e sulla visione che deve averne un buon cristiano. Così, per colui che è alla ricerca della verità, è "meglio un uovo oggi che una gallina domani", e si accontenti così di quello che gli dice la chiesa cattolica. Dure come sempre invece le parole sul tema fondamentale del matrimonio: "Mogli e buoi dei paesi tuoi", esorta a pagina tredici, spingendosi fino a dire "tra moglie e marito non mettere il dito". Immancabile come in ogni bestseller la consueta spruzzata di sesso, servita dapprima con la rivelazione del sessantanovesimo segreto di fatima, che svelerebbe che il Cobra cantato da Donatella Rettore non era altro che la metafora del sesso maschile, e tornando poi ad ammonire i pii a stare alla larga dalle tentazioni, ammettendo che "Sofia Loren ha gli anni che ha, ma è sempre una bella donna".
Ma non si limita alla sfera abituale della sessualità, spaziando anche su temi di più stretta attualità. Sull'economia dichiara che "gli affari sono affari", quando chiede il riconoscimento dei diritti d'autore sul testo dell'enciclica, mentre sull'etica del comportamento esorta i cristiani ad apparecchiare rivolgendo la lama del coltello rivolta verso il piatto. Ponderose infine le riflessioni sulla guerra: "si stava meglio quando si stava peggio" e "ne uccide più la lingua della spada" sono riflessioni che lasciano il segno, mentre la conclusione è lasciata alle parole di san Ponzio Pilato: "Me ne lavo le mani".
L'enciclica, che il un primo tempo doveva chiamarsi "Harry Potter e il relativismo etico" e che secondo alcuni maligni è stata scritta in realtà da mons. De La Palisse, è stata presentata pomposamente a "Portam ad Portam", trasmissione di approfondimento di telepadrepio, dallo stesso pontefice.
Il dotto prelato ha voluto dar sfoggio di gran cultura, pretendendo di citare alcuni passi danteschi per ingraziarsi la benevolenza di Roberto Benigni. Quando però è partito declamando serio con accento bavarese "ed ei col cul facea trombetta", per un problema tecnico è mancato l'audio in studio, ed è partito il consueto spot sull'otto per mille.
track: http://www.giuda.it/mt/mt-tb.cgi/1519 [post originario, www.giuda.it]
di Michele Serra, La Repubblica, 19 gennaio 2006.
"L'uragano Katrina ha distrutto New Orleans perchè Dio voleva punire l'America per la guerra in Iraq". Finché lo dice un islamico nevrastenico, pazienza. Ma il nevrastenico, stavolta, è il sindaco di New Orleans, Ray Nagin, e viene il magone, e ci si chiede fino a dove e fino a quando l'oltraggiosa demenza dei bigotti potrà continuare a scandalizzarci.
Niente è più odioso, quando si soffre e si muore, della patina di colpa e contrizione che il fanatismo religioso spalma sui cadaveri. Non li si sopporta più, i penitenti e i vendicatori che vengono a spiegarti con la loro metafisica da bar che Dio lo vuole. A New Orleans il diluvio non ha sommerso gli empi, ha affogato i poveri, vittime del menefreghismo sociale. La guerra in Iraq, se c'entra, c'entra perché tutte le guerre rubano miliardi agli umili per destinarli alle armi. Il sindaco Nagin avrebbe dovuto sapere, lui per primo, che la sua città era indifesa per la trascuratezza umana, e dunque vederlo levare al cielo il suo ditino tremante non fa pensare ad espressioni bibliche, ma ad un più profano e sano: lo sai dove dovresti mettertelo, quel dito?
Esce oggi in Francia un libro "Dio mio... perché?" in cui rivela di aver ceduto in modo passeggero alla "forza del desiderio"
A 93 anni l'Abbé Pierre si confessa: "Ho avuto relazioni sessuali con donne"
PARIGI - L'Abbé Pierre, 93 anni, sacerdote francese fervente difensore dei diritti umani, fondatore del movimento Emmaus, confessa di aver avuto delle relazioni sessuali con delle donne. In un libro, uscito oggi in Francia, Dio mio... perché?, parla della "forza del desiderio. Mi è accaduto di cedervi in modo passeggero. Ma non ho avuto mai un legame regolare, perché non ho lasciato che il desiderio sessuale prendesse radici".
"Questo - afferma il religioso - mi avrebbe portato a vivere una relazione duratura con una donna, ciò che era contrario alla mia scelta di vita. Ho dunque conosciuto l'esperienza del desiderio sessuale e del suo rarissimo soddisfacimento, ma questo soddisfacimento è stata una vera sorgente di insoddisfazione, perché avvertivo che io non ero vero. Ho sentito che per essere pienamente soddisfatto il desiderio sessuale ha bisogno di esprimersi in una relazione amorosa, tenera, fiduciosa. Una tale relazione mi è stata impedita dalla mia scelta di vita. Non potevo rendere delle donne infelici, ed essere me stesso conteso tra due scelte di vita inconciliabili".
Estratti del libro dell'Abbé Pierre vengono pubblicati oggi da due settimanali, L'Express e Le Point. L'Express parla del libro come di "una bomba nel paese calmo del pensiero cristiano. L'Abbé Pierre dichiara che non è ostile al matrimonio dei sacerdoti, e suggerisce che lui stesso ha avuto relazioni sessuali con delle donne". Per Le Point quella dell'Abbé Pierre è una "sconvolgente confessione", un vero inno contro ogni tabù.
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Nel libro in cui ha raccolto pensieri e meditazioni, l'anziano frate cappuccino si è detto convinto che nella chiesa debbano convivere "preti sposati e preti celibi che possano consacrarsi totalmente alla preghiera e agli altri". Il religioso afferma inoltre di essere favorevole all'ordinazione al sacerdozio delle donne e al riconoscimento delle coppie omosessuali.
Per quanto riguarda l'ordinazione delle donne al sacerdozio, Henri Antoine Grouès, vero nome dell'Abbé Pierre, critica Giovanni Paolo II e papa Benedetto XVI. "Non ho mai capito perché hanno affermato che la chiesa non ordinerà mai le donne Una tale affermazione presuppone che questa pratica non sarebbe conforme alla sostanza stessa della fede cristiana. Il principale argomento portato a spiegazione di questo divieto è che Gesù non ha scelto delle donne tra i suoi apostoli. Un argomento che per me non ha nulla di teologico, piuttosto è di natura sociologica".
Il fondatore della comunità di Emmaus, a ruota libera, quindi ha preso in esame la questione delle unioni omosessuali, preferendo parlare di "alleanza" piuttosto che di "matrimonio", "troppo radicato nella coscienza collettiva come unione tra una donna e un uomo".
L'Abbé Pierre malgrado i suoi 93 anni è ancora molto attivo. Nei giorni scorsi è stato a Firenze in occasione delle Giornate europee di lotta contro il traffico degli esseri umani, organizzate dal movimento Emmaus Internazionale.
(27 ottobre 2005)