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Manifesto (o Manifestino)
della mancanza di rispetto verso la Chiesa Cattolica
L’evoluzione dell’uomo ha permesso alcune fondamentali acquisizioni: il principio di non contraddizione, la penicillina, la democrazia, il rispetto per il pensiero altrui. Questo rispetto viene giustamente esteso a tutto ciò che non è puro pensiero ma anche credenza, spiritualità e ciò che questi concetti di sfuggente definizione producono in campo etico: riti religiosi, manifestazioni devozionali, etc. Bene: oggi, anno 2008 dell’era post-tecnologica e informatica, a più di due secoli dall’Illuminismo ed a quasi un secolo dalla teoria della relatività, la Chiesa Cattolica continua le sue incursioni contro la razionalità, l’evoluzionismo, la ricerca scientifica, la medicina curativa e palliativa e molti altri baluardi della nostra debole maturità umana. Per contro, la Chiesa Cattolica, propugna con vigore e in modo invadente il suo modello di civiltà: l’obbedienza acritica verso una dottrina ed una tradizione forgiata a suon di concilî rissosi, papi sanguinarî e persecuzioni inquisitorie, l’ingerenza nell’etica individuale e sociale, la pressione costante sui governi - segnatamente quello italiano ma in principio quelli di tutto il mondo - affinché modellino le proprie leggi sulla base dei dettami cattolici, la condanna di ogni etica diversa da quella cattolica e la pretesa di fungere da unico paradigma di comportamento non soltanto per gli adepti di quella sètta ma per tutti gli esseri del mondo.
A complemento di questa protervia dottrinale vi è una pratica religiosa troglodita e barbara fatta di riti necrofili e pacchiani, come l’ostensione del cadavere di Francesco Forgione, l’agitazione di ampolle contenenti il falso sangue di un morto, il cencio dipinto in epoca medievale con la pessima riproduzione dell’impronta di Gesù, le lacrimazioni di statue di gesso, riti che sarebbero del tutto risibili se non fossero accompagnati dalla frode (la maschera di silicone sul volto del cappuccino, il falso storico-chimico della sindone e del sangue liquefatto, etc) e deliberatamente vòlti al profitto economico, oltreché al plagio ed alla soggezione degli ignoranti.
L’universalità dei mezzi di comunicazione e la forza che la Chiesa Cattolica esercita su di essi rende la moltiplicazione di quesri riti, divieti, sentenze e prescrizioni del tutto assillante ed invadente nei confronti di quell’enorme parte della civiltà umana che non vi crede. Questo è il punto: la Chiesa Cattolica ed i suoi adepti difendono questa congerie di riti e superstizioni appellandosi al rispetto che si deve verso la religione e verso la sensibilità religiosa dei credenti. Di fatto questo limite è infinito, non potendosi sondare quale sia il punto oltre cui la «sensibilità religiosa» di una certa persona si ritenga urtata. La civiltà dell’Illuminismo, del libero pensiero e della democrazia ha portato a maturare il rispetto verso le idee e le idee religiose dei singoli, estendendo il principio della difesa della libertà di pensiero anche a coloro che per secoli hanno fatto del settarismo e della persecuzione il principale mezzo di propaganda della loro dottrina.
Oggi il libero pensiero, la libera ricerca scientifica, la libertà di scelta morale dei singoli è costantemente ostacolata, criticata e negata dalla chiesa Cattolica con l’opera di capillare propaganda portata avanti dal suo capo. Di fronte ai continui attacchi verso i principî che ci hanno permesso di uscire dalla barbarie dei secoli passati e dalla soggezione di una dottrina opprimente e involutiva, è necessario che gli uomini razionali difendano il loro patrimonio di cultura e di evoluzione, così come è necessario alla fragile democrazia difendersi dalle insidie del sempre rinascente totalitarismo. È per questo urgente motivo che, d’ora in avanti, non porteremo più rispetto verso la «sensibilità religiosa» di chi ci propone sfacciatamente l’adorazione di cadaveri o parti di essi, di chi propugna l’accanimento terapeutico sui decerebrati, di chi condanna l’uso della pillola del giorno dopo, di chi si oppone all’uso dell’aborto anche per fini terapeutici, di chi promuove la continuazione del dolore come mezzo di dominio sulle coscienze, di chi sentenzia giornalmente sopra a materie di normale amministrazione socio-politica e privata come le unioni civili, le pratiche sessuali, etc. Non gli porteremo alcun rispetto, perché il loro pensiero costituisce un danno ed una involuzione per la società.
Perdipiù, il principio di rispetto verso le idee e convinzioni altrui dev’essere reciproco: non si capisce perché la Chiesa Cattolica debba giornalmente infrangere questo principio offendendo la sensibilità e la razionalità di tutti coloro che non si riconoscono parte di essa, proponendo loro argomenti, dettami e comportamenti che offendono la logica e la ragione. Gli uomini razionali, eticamente maturi e pacifici hanno dunque tutto il diritto di risentirsi e considerarsi offesi di fronte a queste continue incursioni. È per questo principio che, al puro scopo di autodifesa, sospendiamo ogni forma di rispetto verso la Chiesa Cattolica, avendo come unico limite quello delineato del codice civile e penale. Tutti i riti, le affermazioni e le azioni della Chiesa Cattolica che risulteranno contrarie alla logica, alla ragione, al buon gusto e ad un’etica laica matura ed evoluta, saranno pertanto fatto oggetto di scherno, riso e mancanza di rispetto. Sarà dunque lecito al laico ed all’uomo razionale non solo criticare, ma anche prendere a pernacchie l’apparizione di un santo fra le macchie di una padella o quei miracoli dove si ringrazia perché non sono morti proprio tutti. Ciò che offende la ragione non sarà più rispettato.
Concetti come «fede», »sensibilità» e «spiritualità» non potranno più costituire una copertura ed una patente d’impunità per tutto ciò che di illogico, ripugnante, antistorico, antiscientifico e laicamente immorale propugna la Chiesa Cattolica.
Federico M. Sardelli
Da parte loro, i Paguri aggiungono come oggetti di scherno e mancanza di rispetto anche i canali - di qualsiasi natura essi siano - completamente asserviti alla diffusione, la propaganda e la difesa della Chiesa Cattolica, primi fra tutti i TG.
Vi invito a leggere il bel pezzo di ilmessia.blogspot.com su un illuminante articolo de l'Avvenire, negazionista e dogmatico come d'abitudine (ma deliziosamente originale).
Lo trovate su http://ilmessia.blogspot.com/2007/06/un-roseo-avvenire.html
Dio è con loro, tant’è che li sta chiamando a sé…
Oh, mirabile prova della Sua esistenza! Oh, tocco divino che inocula virus nei suoi diletti!
In questo caso le risate superano la mia angoscia per l'idiozia umana, quindi grazie, Dio.
Ti devo un favore.
L'allarme scattato dopo la morte di uno dei partecipanti al cruento rito
Rischio rabbia per i penitenti delle Filippine
Nelle cerimonie del Venerdì santo si erano inflitti ferite e tagli sulla schiena. Ma così hanno favorito l'insediamento del virus
MANILA (Filippine) - Si sono inferti tagli e ferite sulla schiena flagellandosi in pubblico nel corso delle celebrazioni del venerdì santo. Ora rischiano di avere contratto la rabbia.
L'ALLARME - Centinaia di persone che hanno partecipato nelle Filippine ai riti tradizionali in memoria della Passione di Cristo, sono state sottoposte a profilassi antirabbica. L'allarme è scattato dopo il decesso di uno dei penitenti. Secondo Maria Clara Aquino, medico di Pampanga contattato dall'agenzia di stampa Reuters, tutti coloro che hanno preso parte alla cerimonia potrebbero essere stati esposti al contagio.
RISCHIO CONTAGIO - La rabbia si trasmette in genere attraverso il morso di un animale infetto. La contiguità e le ferite aperte dei flagellanti potrebbero avere favorito l'insediamento del virus e per questo sono scattate le contromisure.Il periodo tra l'infezione e i primi sintomi, di tipo influenzale, va normalmente da 3 a 12 settimane ma può durare fino a due anni.
Corsera, 18 aprile 2007
Riporto il comunicato stampa Arcigay.
“L’attacco del Vaticano all’autonomia della politica e al pluralismo delle idee è fuori dalle leggi della democrazia: siamo al fondamentalismo religioso.”
“Quella di Bagnasco e Ratzinger è la Chiesa di Pio IX, ancora ferocemente contraria al liberalismo e alla democrazia. Se un’istituzione, forte di corposi finanziamenti statali, attacca così duramente l’autonomia delle istituzioni della Repubblica vuol dire che la democrazia italiana sta vivendo una pericolosa malattia”.
Così il presidente nazionale di Arcigay, Sergio Lo Giudice, interviene sulla nota Cei contro una legge sulle unioni civili.
“L’attacco frontale ai diritti di gay e lesbiche è segno di quella omofobia condannata dalle istituzioni europee al pari di razzismo e antisemitismo.”
Dopo avere appoggiato nel 1938 le leggi antisemite, oggi i vescovi italiani si fanno alfieri di un nuovo razzismo, quello anti-omosessuale. I gerarchi vaticani vogliono imporre la loro ossessione sessuofobica a tutti i cattolici impegnati in politica, ponendoli davanti ad un bivio drammatico: la fedeltà ai diktat di Oltretevere o il rispetto dei diritti civili fondamentali e della Costituzione italiana. Chiediamo ai parlamentari cattolici: gli italiani possono fidarsi di voi o obbedirete agli ordini di un’istituzione non prevista dal nostro ordinamento?”.
"Sull'esistenza del demonio non ci sono dubbi", ha dichiarato ieri il cardinale Poletto di Torino, rilanciando l'idea di un intervento del diavolo nella legislazione. Specificando che Satana è in azione per indurre al peccato anche con progetti di "scassinamento della famiglia" e della società.
Cosa si può dire, in aggiunta? Questi sono pericolosi pazzi, e a me fanno paura. Potessero usare la garrota, o accendere roghi, lo farebbero.
Sono pazzi, ed è il fatto che credano di essere appoggiati nientepopodimeno che dall'Onnipotente che gli permette di dire certe cazzate. E poi parlano di amore... Che ne sanno dell'amore?
bisogna urgentemente riflettere. Non sono folli qualsiasi: sono le più alte gerarchie della Chiesa a parlare.
IRAN: VICE-PRESIDENTE SOTTO ACCUSA PER AVER GUARDATO ED APPLAUDITO BALLERINE
Dopo il presidente iraniano Mahmoud Ahmadinejad finito nel mirino nelle settimane scorse per aver guardato alcune donne senza velo cantare e ballare ai Giochi asiatici in Qatar, anche il suo vice, Esfandiar Rahim-Mashaie, e’ finito sul ‘banco degli imputati’. Lo hanno rifetito i media di Teheran, secondo cui a sollevare lo scandalo sono stati due deputati, che hanno mostrato un video in cui il vice presidente guarda ed applaude ad alcune ballerine durante una cerimonia a Istanbul per la fine dell’anno. Secondo i precetti islamici, a un uomo non e’ permesso guardare donne estranee che danzano e alle donne non e’ consentito di ballare di fronte a uomini estranei. ‘’Sono accusato di aver partecipato a una festa privata, nonostante si trattasse di una cerimonia culturale ufficiale a Istanbul a cui erano presenti il sindaco della citta’ e il segretario generale dell’Organizzazione della conferenza islamica'’, si e’ difeso Rahim-Mashaie. Che ha querelato i due parlamentari e respinto con indignazione la loro richiesta di dimissioni: ‘’La mia posizione e’ la stessa di Ahmadinejad e la migliore difesa da parte del presidente e’ di tenermi come suo vice, dal momento che non ho mai partecipato a una festa danzante in vita mia'’. Rahim-Mashaie ha proseguito la sua difesa ricordando che ‘’anche prima della rivoluzione islamica del 1979 io recitavo il Corano e mi ero impegnato a rispettare l’Islam fino alla fine della mia vita'’.
Come si fa a non rallegrarsi del fatto che, ogni tanto, chi predica idiozie sia obbligato a comportarsi da idiota?
Eh, sto facendo una riesamina dei vecchi file... Perdonatemi. Comunque questo articolo, sempre da L'Amaca, ha una vis incredibile.
MICHELE SERRA (L'Amaca, La Repubblica, 14/7/2006)
Grazie al ritorno sulla ribalta di guerra del Libano (le vecchie glorie non tradiscono mai...) ora possiamo avvalerci della presenza quotidiana, nelle cronache, di una roba che si chiama "Partito di Dio".
Proprio così.
Esistono, di conseguenza, i comunicati del Partito di Dio, i volantini del Dio, la tessera del Partito di Dio e i leader del Partito di Dio, che sono, visti in fotografia, signori piuttosto giovani e pasciuti, con barba e turbante.
Pochissime cose riescono a darmi tristezza come questa. Penso che, se davvero un Dio esistesse, incenerirebbe proprio quelli che, in tutte le religioni, osano costruire il loro lurido potere politico abusandone il nome. Costoro, da che mondo è mondo, sono i peggiori portatori di discriminazione, razzimo, violenza, guerra.
Ma Dio, ahimé, non esiste, e dunque nessuna folgore coglierà mai i blasfemi, i fanatici, gli imbroglioni che mestano attorno al sacro, lo adoperano per farsene scudo. La vera forza dei fanatici religiosi, dunque, è paradossalmente l'inesistenza di Dio. Possono prosperare, fare proseliti, predicare odio, contando unicamente sulla credulità degli uomini e sull'impossibilità di smentite da parte di un cielo lontano e silenzioso.
Il giornale del Vaticano boccia il romanzo "Caos calmo" vincitore delllo Strega
"Pagine voyeuristiche, squallide descrizioni di performance sessuali"
"In quel libro c'è troppo sesso"
L'Osservatore 'scomunica' Veronesi
Lo scrittore: "Critiche lecite, ma meno male che siamo nel 2006"
ROMA - "Veronesi, ma lo sa che il suo libro 'Caos Calmo' non è proprio piaciuto all'Osservatore Romano?". Un lungo silenzio accompagna i chilometri che passano sotto l'auto del vincitore del premio Strega 2006, in viaggio dalla capitale verso casa. Poi le dichiarazioni, lente, controllate: "No, in effetti non lo sapevo, ma non ho nessuna replica da fare. No comment".
Sandro Veronesi davvero non immaginava di poter scatenare un tale "Caos" negli ambienti vaticani. D'altronde la notizia della 'scomunica' da parte del quotidiano del Vaticano l'ha appena appresa al telefono. Lo scrittore vorrebbe scegliere la via del silenzio ma poi, da buon toscano, si concede all'ironia.
Il giornale definisce il libro "un'ulteriore conferma per quanti pensano che l'odierna letteratura italiana, salvo rare eccezioni, sia caratterizzata da un appiattimento sui toni bassi, frutto di una sostanziale povertà creativa". E giocando proprio sul titolo del romanzo la penna del critico dell'Osservatore, Licinio Galati, dà l'affondo: "Ancora una volta viene premiato il Caos".
Galati punta il dito soprattutto contro quello che definisce il "leitmotiv del sesso, le cui incontrollate derivazioni, con un ulteriore sovraccarico, ne rendono alquanto pesante la lettura". Insomma, una critica formale giustificata da un'obiezione contenutistica che prosegue senza mezzi termini: "'visto con una lente di ingrandimento il sesso è diventato oggi il passaporto per vendere e far leggere un romanzo. Diciamo questo convinti come siamo che 'Caos calmo' avrebbe avuto qualche titolo per poter essere letto con ben altra attenzione".
Infine arriva la "bocciatura senza appello del romanzo, le cui pagine vengono bollate come "voyeuristiche, squallide descrizioni di performance sessuali".
Veronesi ascolta con attenzione il resoconto delle critiche. Poi decide di assumere un atteggiamento all'insegna del fair play e dell'ironia. "I giudizi - afferma - per quanto sgradevoli, sono leciti. Ognuno ha diritto di pensarla come vuole". Pochi secondi e poi, tirando un sospiro di sollievo, Veronesi si concede una battuta: "Meno male che siamo nel 2006, chissà cosa mi sarebbe accaduto due secoli e mezzo fa".
(7 luglio 2006, La Repubblica)
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PS: ma perché vale sempre la massima "nomen omen"? Licinio, si chiama... Cosa poteva fare, il pover'uomo, se non il pretino scemo?
PPS: ma non potrebbero farsi tutti una sana trombata, per dirla alla toscana?
Riporto fedelmente (praticamente, lo incollo dopo averlo copiato) un articolo di Repubblica. Come potrei aggiungere parole di riflessione o di scherno alla meravigliosa sintesi altomedievale che segue?
NB. ha detto anche (non riportato nell'articolo) che il femminismo ha rovinato la famiglia perché ha messo in contrapposizione i sessi... Meraviglioso! Come dire che Mandela ha rovinato il Sudafrica perché ha messo in contrapposizione i bianchi con i neri...
Sublime.
Nuovi attacchi dal Pontificio consiglio per la famiglia
in un documento intitolato "Famiglia e procreazione umana"
Pacs, aborto e fecondazione
Per il Vaticano è "l'eclissi di Dio"
Indice puntato contro aborto, contraccezione, omosessualità
CITTÀ DEL VATICANO - "E' l'eclissi di Dio" alla radice della "profonda crisi della verità" che ispira leggi che tendono a riconoscere "coppie insolite" formate "da omosessuali che rivendicano gli stessi diritti riservati a marito e moglie". In un documento intitolato "Famiglia e procreazione umana" il Pontificio consiglio per la famiglia diretto dal cardinale Lopez Truillo torna a scagliarsi su Pacs, aborto, contraccezione, e ricerca su cellule embrionali.
"Mai come ora l'istituzione naturale del matrimonio e della famiglia è vittima di attacchi tanto violenti. E' in atto un cambiamento nel modello di famiglia e di coniugalità", sottolinea il dicastero, e "guardando ai mezzi a cui si ricorre per evitare di avere figli, mezzi che includono non solo la contraccezione, ma anche l'aborto, appare chiara l'eclissi a ogni riferimento a Dio nella visione predominante sulla procreazione responsabile".
Il Vaticano punta l'indice contro le correnti radicali. "In questo clima culturale le grandi sfide alla famiglia e alla procreazione responsabile si fanno sempre più minacciose su due fronti, contro la famiglia - si legge nel documento - poiché l'uomo viene concepito solo come individuo, una sorta di Robinson Crusoe, e contro la procreazione responsabile poiché l'uomo così concepito deve tentare tutte le possibilità della scienza e della tecnica per la produzione di un uomo nuovo".
"Coppie insolite". Il cardinale Truillo lancia così l'allarme per il "manifestarsi dell'apologia della famiglia monoparentale, ricostituita, omosessuale, lesbica. Coppie formate da omosessuali rivendicano gli stessi diritti riservati a marito e moglie, reclamano persino il diritto di adozione. Donne che vivono una unione lesbica rivendicano gli stessi diritti analoghi, esigendo leggi che diano loro accesso alla fecondazione eterologa o all'impianto embrionale". "Inoltre - annota il porporato - si sostiene che la facilità offerta dalla legge di formare queste coppie insolite, deve andare di pari passo con la facilità di divorziare o ripudiare".
"Aborto, delitto abominevole". "Oggi si pretende di banalizzare in qualche modo l'aborto con il pretesto che l'autorità non deve penalizzare questo delitto abominevole" si legge ancora nel documento del Pontificio consiglio. "Essere su questa linea significa ridurre o negare che il delitto, per il fatto stesso di esserlo, richiede una pena. Non è concepibile che un delitto resti impunito". "Nessuna circostanza, nessuna finalità, nessuna legge al mondo - si legge nel testo che si richiama all'Evangelium Vitae di Papa Wojtyla - potrà mai rendere lecito un atto che è intrinsecamente illecito, perché contrario alla legge di Dio, scritta nel cuore di ogni uomo, riconoscibile dalla ragione stessa e proclamata dalla chiesa".
"La vita non è questione di tecnica". "Come confermano alcune pratiche funeste oggi legalizzate in alcuni paesi, se l'uomo si arroga il potere di fabbricare l'uomo, allora si arroga anche il potere di distruggerlo" dichiara il Pontificio consiglio. "La trasmissione della vita diventa una questione di tecnica e di tecnici. A volte, questi ultimi sognano perfino di fabbricare la vita di ineccepibile qualità". Non solo: "la scienza e la tecnica hanno convinto alcuni a ritenere che tutto è frutto dell'evoluzione, che l'uomo non ha alcun dio; che il dio del passato era fatto dall'uomo a sua immagine e somiglianza; che quel dio è morto e che questa è l'ora di poter produrre l'uomo veramente nuovo".
"No a ogni mezzo contraccettivo". Nel capitolo dedicato a "paternità e maternità responsabili" il documento ribadisce la dottrina dell'Humanae vitae sulla contraccezione, esclude cioè "ogni mezzo contraccettivo" e chiede che sia rispettata "l'unione tra l'elemento unitivo e quello procreativo in ogni atto coniugale", ritenendo legittima la sola "continenza periodica" cioè "l'uso del matrimonio solo nei periodi non fertili".