Dedicato a tutti i non credenti che si sentono affogare nel magma ipocrita ed invadente del cattolicesimo.
E non solo.

utente anonimo in La Chiesa contro Hal...
utente anonimo in Manifesto.
utente anonimo in La Chiesa contro Hal...
A free mind
Anticlericale.net
Atheia
Atheist.org
Attivissimo antibufala
Clerofobia
don Zauker
Giuda.it
il Guardone Romano
Il Messia
la Bibbia Lego
laincredibileingranaggio
Nero Assenso
Novissimo Blog
PaccottigliaCulturaleDiTendenza
Primissimoblog
RazionalMente
Scazzi
The Brights
Uaar
Zemolo
adorato denaro
altre idiozie
altri culti
amor cristiano
astinenza
bibbia & affini
carità cristiana
cl
clero e stato
contraccezione
contraddizioni
cultura laica
dalla stampa
darwin
democrazia
dimostrazioni
discriminazioni
divorzio e aborto
domande
eutanasia
famiglia
fecondazione & staminali
flying spaghetti monster
limbo
maschilismo
massime
matrimonio
media e tv
medioevo
michele serra
miracoli
omosessualità
pacs
pedofilia
personaggi
profezie
razzismo
satira
scienza
scuola pubblica
scuole confessionali
sesso
storia
teo-cons
teo-dem
the brights
thinkin about
tolleranza
usa
violenza
visitato *loading* volte
All'Osservatore Romano "dà fastidio che siano riconosciute altre forme di convivenza diverse dal matrimonio", perchè così "si scardina la famiglia" (La Repubblica, 7/12/2005, riportato in calce). Tra l'altro, degna di nota è la geniale reprise del termine "cattocomunista", a sigillo dell'attualità del dibattito interno alla Chiesa.
Fatto sta che da tempo mi chiedo se per questa gente il matrimonio sia così debole, così poco apprezzato come forma di convivenza da aver bisogno per sopravvivere di essere l'unico in circolazione. Bei cristiani sarebbero, i nostri connazionali, in questo caso! Il gioco è in diametrale opposizione al concetto (cattolicissimo, e odioso) di "libero arbitrio", ma molto in linea con l'opera secolare che la Chiesa da sempre conduce.
In pratica, dalla notte dei tempi (bei tempi, anzi, quelli del paganesimo, in quanto a libertà religiosa!), la Chiesa consolida il proprio potere con la negazione della libertà di scelta su cui invece si basa tutta la sua struttura teorica: non ci potrebbe infatti essere giudizio (né tantomeno inferno o paradiso), se non ci fosse la libertà di scegliere tra il bene e il male.
Tuttavia la Chiesa stessa, specie nel suo caratteristico legame con i poteri "terreni" (aristocrazie, dittature, regni, imperi…) ha sempre rifuggito – in quanto potere, e per questo bisognosa di un dominio su cui esercitarlo – l'anarchia insita nel concetto di libero arbitrio: catechismo forzato, battesimo dopo pochi giorni di vita, roghi, espansionismo violento (dalle Crociate al bagno di sangue conseguente alla conquista dell'America). Da quando aveva un potere secolare e lo esercitava come un qualsiasi Khomeini ad oggi, non è cambiato poi tanto se consideriamo i principî da cui ha origine il cristianesimo.
I fedeli non devono cadere in tentazione, in poche parole. Vale la stessa regola, dobbiamo pensare, anche per il matrimonio, che per la Chiesa è sempre e comunque un remedium concupiscentiae, quindi non una cosa in sè positiva, ma un necessario prezzo da pagare per non peccare… Poi dice che tutti i serial killer sono pazzi religiosi, chissà perché?
Ci tocca anche concludere che per L'Osservatore Romano (che vista la fissazione per sesso & co. è stato ribattezzato Guardone Romano) non ci si giura amore davanti a Dio (per chi si sposa in Chiesa) perché lo si pensa davvero, ma lo si fa perché non ci sono altri modi riconosciuti di unione. Un po' come dire: credo in Dio perchè non so che esiste Budda, altrimenti...
Il problema è che, mentre io devo fare i conti tutti i giorni con le mie debolezze e le mie paure, che si riflettono inevitabilmente anche sul mio pensare, loro hanno (o si immaginano di avere) un Dio onnipotente e onniscente alle spalle che li ammira. Come si fa a combattere contro questi esempi di arroganza e di violenza verbale?
Come si fa ad avere stima per ometti con idee medievali spacciate per Parola di Dio?
Chi è veramente convinto della bontà delle proprie idee non si nasconde dietro i poteri forti ricorrendo alla coercizione per avere ragione…
--
L'Osservatore attacca l'Unione sulle coppie di fatto, si riparla di
"cattocomunisti"
Anche l'Avvenire critico: "Davvero questo è lavorare per il futuro?"
Il Vaticano sui patti civili
"Scardinano la famiglia"
di MARCO POLITI
CITTÀ DEL VATICANO - Pollice verso dell'Osservatore Romano alla
versione soft delle unioni civili, prospettata da Romano Prodi,
Francesco Rutelli e Piero Fassino. Il giornale vaticano attacca a
fondo, denunciando tentativi ostinati di "scardinare la famiglia".
Non è bastato che venisse messo in soffitta il termine "Pacs" né che
persino Giuliano Pisapia di Rifondazione comunista abbia chiarito
(come riconosce lo stesso Osservatore) che la scelta "non ha nulla a
che fare con i matrimoni o forme paramatrimoniali". Oltretevere dà
comunque fastidio che si voglia arrivare "al riconoscimento da parte
dello Stato di differenti forme di convivenza".
"Si sente a questo punto il dovere, oltre che l'esigenza - sottolinea
il giornale della Santa Sede - di ribadire l'assoluta contrarietà a
false concezioni del matrimonio e della famiglia, che non rispettino
il progetto originario di Dio". E, in crescendo, arriva un'altra
sciabolata: "Si chiamino coppie di fatto, Pacs, unioni civili e via
così in un vuoto esercizio di fantasia, la realtà è una sola: si
cammina ostinatamente verso lo scardinamento della famiglia,
deformandone l'autentica concezione e la sola ragione d'essere".
L'Osservatore se la prende anche con quei cattolici che hanno deciso
di militare a sinistra. "Qualcuno, cattolico secondo i suoi personali
parametri - scrive il giornale vaticano - ha ritenuto nei giorni
scorsi di sorvolare sui precedenti interventi dell'Osservatore Romano,
liquidandoli come obsoleti". Si tratta di "cattocomunisti", suona la
definizione sprezzante del giornale, e nei corridoi vaticani si
afferma che la frecciata è indirizzata al senatore ds Giorgio Tonini,
già presidente della Fuci.
E' evidente che in questa corsa continua da parte ecclesiastica a
condannare e cancellare qualsiasi termine ("patto" non va bene,
"contratto" non va bene, "unione" non va bene), i fautori di una
regolamentazione pubblica delle coppie di fatto non potranno che
arretrare sino a quando non si attesteranno sulla stessa linea di
semplicità, chiarezza e determinazione, che ha portato alla legge sul
divorzio.
Anche l'Avvenire, giornale dell'episcopato, continua a lavorare ai
fianchi l'Unione. Pur riservandosi di leggere le future proposte, il
quotidiano della Cei esprime in un suo corsivo "turbamento" e
opposizione all'idea che vengano concessi "diritti privati e pubblici"
alle coppie di fatto. La contrarietà è netta e rispecchia la linea
dettata mesi fa dal cardinale Ruini: "E' molto difficile - scrive
l'Avvenire - attribuire rilevanza pubblicistica a impegni di natura
indefinita e volutamente labile". Il corsivo conclude con una frase
vagamente minacciosa: "Davvero questo è lavorare per il futuro e
attirare consenso?".
Mentre la gerarchia ecclesiastica interviene quotidianamente nei
dettagli specifici di ciò che il Parlamento dovrà discutere, prosegue
la campagna contro la presunta esclusione del cristianesimo dalla vita
civile. "Una società che volesse escludere o solo emarginare il
cristianesimo sarebbe per ciò stesso destinata ad un'inevitabile
distruzione", ha ribadito ancora una volta il rettore della
Lateranense monsignor Rino Fisichella durante un convegno sul
Concilio.
(7 dicembre 2005)