Dedicato a tutti i non credenti che si sentono affogare nel magma ipocrita ed invadente del cattolicesimo.
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giovedì, 26 aprile 2007
LA MAFIA E I FUNERALI IN CHIESA

di Emanuele Macaluso
il Riformista, 17/04/2007

Nei giorni scorsi a Cinisello Balsamo, alle porte di Milano, il Comune, in occasione del sessantesimo anniversario della strage di Portella delle Ginestre, ha promosso un convegno di studi con gli interventi di un gruppo di docenti dell'università di Catania e di Milano a cui ho partecipato. C'era anche Giorgio Muscarello, presidente del consiglio comunale di Piana degli albanesi, uno dei centri da cui partirono i contadini che si radunarono in quel primo maggio 1947 a Portella, il quale, nel suo intervento, ha citato un episodio che ho ritrovato nella mia memoria. Nel 1950 nel corso di una manifestazione «per il lavoro e la pace» a Piana la polizia sparò immotivatamente e uccise un giovane bracciante, Damiano Lo Greco. I familiari volevano i funerali in Chiesa, ma furono rifiutati con la motivazione che era morto ammazzato.

Dieci anni dopo a Palermo fu ucciso uno dei capi mafia di Piana (si diceva che era stato lui nel carcere dell'Ucciardone ad avvelenare il caffè che uccise Pisciotta), e i funerali, solenni, furono celebrati nella cattedrale. La Chiesa di Don Puglisi a Palermo non si comporta più così. La storia di Damiano Lo Greco mi ha ricordato quella moderna di Giorgio Welby.
Non nel 1950 ma nel 2007.

Postato da: alemae a 16:09 | link | commenti

venerdì, 30 marzo 2007
Siamo arrivati al fondamentalismo religioso.

Riporto il comunicato stampa Arcigay.


“L’attacco del Vaticano all’autonomia della politica e al pluralismo delle idee è fuori dalle leggi della democrazia: siamo al fondamentalismo religioso.”

“Quella di Bagnasco e Ratzinger è la Chiesa di Pio IX, ancora ferocemente contraria al liberalismo e alla democrazia. Se un’istituzione, forte di corposi finanziamenti statali, attacca così duramente l’autonomia delle istituzioni della Repubblica vuol dire che la democrazia italiana sta vivendo una pericolosa malattia”.

Così il presidente nazionale di Arcigay, Sergio Lo Giudice, interviene sulla nota Cei contro una legge sulle unioni civili.

“L’attacco frontale ai diritti di gay e lesbiche è segno di quella omofobia condannata dalle istituzioni europee al pari di razzismo e antisemitismo.”

Dopo avere appoggiato nel 1938 le leggi antisemite, oggi i vescovi italiani si fanno alfieri di un nuovo razzismo, quello anti-omosessuale. I gerarchi vaticani vogliono imporre la loro ossessione sessuofobica a tutti i cattolici impegnati in politica, ponendoli davanti ad un bivio drammatico: la fedeltà ai diktat di Oltretevere o il rispetto dei diritti civili fondamentali e della Costituzione italiana. Chiediamo ai parlamentari cattolici: gli italiani possono fidarsi di voi o obbedirete agli ordini di un’istituzione non prevista dal nostro ordinamento?”.

Postato da: alemae a 08:48 | link | commenti

domenica, 24 dicembre 2006
Carità cristiana: a Welby nemmeno i funerali.

Notizia di ieri: a Welby sono stati vietati i funerali religiosi, nonostante fosse un credente. Motivo? "A differenza dei suicidi, nei quali si presume la mancanza delle condizioni di piena avvertenza e di deliberato consenso" (sic: i suicidi sono pazzi e lo fanno inavvertitamente), qui Welby ha peccato, perché era lucido. E quindi Dio non lo può perdonare, e noi lo condanniamo all'inferno. Così è deciso, l'udienza è tolta.

Spiegazione: devi soffrire. Domanda: ma Dio è un respiratore? E' una macchina? E se bisogna seguire la Sua volontà, perché curarci e non lasciarci morire di influenza? Non è forse Lui che ci manda le malattie? I medicinali non sono forse un artefatto umano, una barriera contro il Volere della natura?

Quanto mi fanno schifo.

Postato da: alemae a 13:40 | link | commenti (21)

giovedì, 23 novembre 2006
Donne prete? NEIN! Piccoli suggerimenti in difesa della dignità femminile

da La Repubblica di oggi:

Benedetto XVI riceve l'arcivescovo di Canterbury Rowan Williams. E cita come ostacoli l'ordinazione delle donne e la nomina di un vescovo gay. "Ma il dialogo continua"

ABOMINIO! Capisco che l'ordinazione di un vescovo gay equivarrebbe nel mondo curiale a una specie di "autorizzazione a procedere" (ed assisteremmo ad un giubileo sessuale, come accade nelle galere), ma queste donne che vi hanno fatto?

La cosa che da sempre mi dà pensiero è proprio questa: alle donne non dovrebbero dare ai nervi i tre monoteismi, che le trattano come esseri inferiori, quando va bene, o come puttane, il più delle volte? San Paolo di Tarso, uomo folle e pericoloso, diceva (in una delle famose sue lettere, Prima lettera ai Corinti, XI, 3): "L'uomo sta alla donna come Dio sta all'uomo". D'altronde, come ricorda Piergiorgio Odifreddi nel suo "Il Vangelo secondo la Scienza", il Decalogo (Esodo, XX, 17) pone la donna fra i possessi dell'uomo, insieme a servi e animali domestici. E non si riparino dietro al "linguaggio per il popolo di allora": la Bibbia è un testo di un periodo in cui dominava l'ignoranza più spinta, ma è tutto intriso di questa ignoranza. Non solo dove fa comodo al credente.

Tornando alla questione femminile: il condizionamento culturale è forte, difficile uscirne. In Africa all'infibulazione le ragazze ci vanno quasi volentieri, perché da un lato "lo fanno tutte", dall'altro opporsi equivarrebbe all'isolamento sociale, alla morte sociale.

Ma qui, dove non si rischia niente: perché alle donne non viene un minimo impeto di dignità? Perché?

Postato da: alemae a 12:31 | link | commenti (4)

giovedì, 09 novembre 2006

Nota della Santa Sede per esprimere "viva disapprovazione"
"Il governo israeliano si muova per impedire la manifestazione"

Gerusalemme, Vaticano contro il gay pride
"Grave affronto per milioni di ebrei"
La polizia: necessario rinvio per tutelare sicurezza
L'Arcigay: "Scandalose pressioni da Roma"


CITTA' DEL VATICANO
- Il Vaticano chiede a Israele di cancellare la sfilata dei gay prevista a Gerusalemme per dopodomani. In attesa che la Corte Suprema si pronunci sui ricorsi dell'ultimo minuto presentati da più parti, la Santa Sede, attraverso il nunzio in Israele, e con una nota ufficiale, ha fatto domanda al ministro degli Esteri, Tsipi Livni, di adoperarsi affinché venga impedita la manifestazione nella Città santa per ebrei, cristiani e musulmani.

Se non annullato, l'evento sarà probabilmente rinviato
a venerdì prossimo. La sorveglianza di una manifestazione così folta in un contesto ad alto allarme terroristico richiede la presenza di migliaia di agenti. "Abbiamo fatto presente che sarà necessario rinviarlo", ha detto il capo della polizia di Gerusalemme, Ilan Franco. "Possiamo aspettare un settimana se oggi la situazione della sicurezza non lo permette", ha spiegato Noa Satat, leader della comunità omosessuale di Gerusalemme.

Nella nota inviata dal Vaticano viene ribadita la posizione della Chiesa sulle persone omosessuali, espressa nel Catechismo della chiesa cattolica. "La Santa Sede esprime la sua viva disapprovazione per tale iniziativa perché essa costituisce un grave affronto ai sentimenti di milioni di credenti ebrei, musulmani e cristiani, i quali riconoscono il particolare carattere sacro della città e chiedono che la loro convinzione sia rispettata".

Nei giorni scorsi l'annunciato evento aveva causato una sorta di "intifada" tra gli ebrei ultra-ortodossi decisi a non far passare l'affronto. In serata la sala stampa ha diffuso il testo della nota della nunziatura in cui esprime il "dispiacere" per la notizia della convocazione del Gay Pride auspicando che il governo "voglia esercitare la sua influenza perché sia riconsiderata la decisione di autorizzare".

E ancora: "Alla luce di tali elementi e considerando che in precedenti occasioni sono stati sistematicamente offesi i valori religiosi - si legge nella nota - la Santa Sede nutre la speranza che la questione possa venire sottoposta a doverosa riconsiderazione".

Da una settimana ormai, tutte le notti, il celebre quartiere degli zeloti a Mea Sharim, nel cuore di Gerusalemme, vive ore di rivolta. Centinaia di ultra-ortodossi, nelle tradizionali redingote nere, barba e cappello, si scontrano con la polizia, lanciano pietre, danno fuoco ai cassonetti dell'immondizia per protestare contro una manifestazione che vedono come blasfema.

I rabbini di Edah Haredit, una corte rabbinica ultra-ortodossa, potrebbero lanciare prima di venerdì la temibile maledizione cabbalistica della Pulsa de Nura (la Scudisciata di Fuoco, in aramaico) contro gli organizzatori della Parade e contro le autorità che ne hanno reso possibile lo svolgimento, ha detto oggi il loro portavoce Shmuel Papenheim.

La Parade, organizzata dall'associazione Open House, si svolgerà nella zona dei ministeri lontano dai quartieri abitati dagli ultra-ortodossi in centro. Gli attesi 2-3.000 manifestanti saranno protetti da almeno 12.000 poliziotti. Si prevede che migliaia di zeloti cercheranno di opporsi al suo svolgimento.
Il Rabbinato capo di Israele ha invitato a una protesta pacifica e a "riunioni di preghiera contro questa abominevole marcia". Da giovedì mattina sedute di preghiera contro la Gay Pride si svolgeranno in particolare al Muro del Pianto.

"E' scandaloso che, come avvenne a Roma nel 2000, anche in occasione del secondo World Pride, che si terrà tra pochi giorni a Gerusalemme, il Vaticano prema sulle istituzioni statali per un divieto". E' quanto afferma il presidente di Arcigay, Sergio lo Giudice.

"Il Vaticano - prosegue - conferma di essere la più grande organizzazione internazionale omofoba del pianeta. Preferiremmo che l' accordo fra le tre grandi religioni monoteiste si trovasse sul tema della pace nel mondo e non - conclude Lo Giudice - sulla lotta ai diritti umani delle persone omosessuali".

(8 novembre 2006, La Repubblica)

Postato da: alemae a 08:43 | link | commenti (2)

giovedì, 11 maggio 2006
Ratzinger e il sesso, capitolo XVI

Benedetto XVI torna sulla questione delle unioni
"La differenza biologica è un fatto d'amore"

Il Papa ribadisce: "No ai Pacs
matrimoni solo tra uomo e donna"


CITTA' DEL VATICANO
- Benedetto XVI torna a intervenire sul delicatissimo tema delle coppie di fatto. E lo fa riaffermando la prevalenza del matrimonio sulle unioni civili. Per il Papa la "differenza sessuale" di uomo e donna "non è un semplice dato biologico" ma esprime la "forma di amore" volta alla "comunione di persone aperta alla trasmissione della vita".

Si vede che non ha mai "praticato": confondere i genitali con l'amore è tipico di chi non ha ben presente l'argomento, e - per via della fissazione che ne deriva in ogni essere umano, oggetto tipico di presa in giro da parte dei coetanei - confonde i livelli, identificando in una cosa tanto bella quanto fisica tutto l'universo del misterioso
.

Per questo, continua Benedetto XVI bisogna evitare la "confusione" tra il matrimonio e altri tipi di unione "basate su un amore debole". (...)

Addirittura: senza il vincolo matrimoniale l'amore stesso è debole.  Come dire che, se stampata su un certo tipo di carta invece che su altra, una poesia è meno bella.

"Il matrimonio e la famiglia - afferma il Santo Padre - sono radicati nel nucleo più intimo della verità sull'uomo e sul suo destino. Si tratta di un lascito che non e' semplicemente un insieme di dottrine o di idee, ma prima di tutto un insegnamento dotato di una luminosa unità sul senso dell'amore umano e della vita''.

Le solite pippe.

Il Papa, infine, chiede di superare "una concezione privatistica dell'amore oggi tanto diffusa'' guardando al matrimonio come a ''una comunione di vita e di amore che si configura come un autentico bene per la societa'''.


Senz'altro: l'amore tra due persone non basta, è "privatistico" (che vuol dire?); probabilmente è un invito a non fare sesso solo col partner, ma ad aprirsi anche all'esterno. Non posso che condividere: perché sprecare tante energie con una persona sola?
 
Il Papa, infine, ha sollecitato a "sostenere con una riflessione veramente approfondita sull'amore umano", ricordando l'entusiasmo con cui il predecessore, giovane sacerdote e giovane vescovo, si dedicò al compito di "insegnare ad amare".

Per uno che parlava solo di sesso senza averlo mai fatto, notevole. Un po' come se io insegnassi lingua vulcaniana all'università. Quando toglieranno, i Papi, gli occhi dalle mie mutande?


(articolo originario tratto da La Repubblica, 11 maggio 2006)

Postato da: alemae a 13:25 | link | commenti

mercoledì, 15 febbraio 2006
Una religione maschilista.

E' tanto che non scrivo, lo so (vicissitudini personali). Per i pochi che leggono, voglio riportare - con poco sforzo, devo dire - alcune considerazioni che Piergiorgio Odifreddi fa nel suo Il Vangelo secondo la scienza, Einaudi, sulla storica avversione che la Bibbia hs per le donne.

"Le tre persone della Trinità sono tutte maschili; secondo la Genesi (II, 18) la donna è stata creata per l'uomo; il Decalogo (Esodo, XX, 17) pone la donna tra i possessi dell'uomo, insieme a servi e animali domestici; la parola ebraica per "marito" (ba'al) significa "padrone"; la preghiera dell'ebreo recita: "Ti ringrazio, Signore, di non avermi fatto donna"; Paolo dichiara che l'uomo sta alla donna come Dio sta all'uomo (Prima lettera ai Corinti, XI, 3); per i Padri della Chiesa, la donna esiste solo per procreare (ad opus generationis ordinata); e i papi moderni si attengono all'immagine della donna come sposa e madre."

Qualcosa su cui meditare circa i tre monoteismi.
Al.

Postato da: alemae a 00:35 | link | commenti (2)

domenica, 04 dicembre 2005
Michele Serra sulle ultime di Ruini

"State attenti!, dice la Chiesa: i matrimoni tra persone di religione o etnia differente sono molto più complicati di quelli tra compaesani o dirimpettai. Ma questo lo sapevano già le vecchie zie ("mogli e buoi dei paesi tuoi"), e la Hollywood di quarant'anni fa (Indovina chi viene a cena, con Spencer Tracy e Sidney Poitier), e poi c'è tutta la buona retorica casereccia della ragazza della porta accanto...
Certo che da un'istituzione così prestigiosa come la Chiesa, ci si aspetterebbe magari qualcosina in più: arrivare, sia pure in affannoso ritardo, almeno al livello di Spencer Tracy, dire due o tre parole buone per questi benedetti ragazzi così scriteriati, così incoscienti da mescolare sangue e razza, o addirittura, trattandosi dopotutto di cose d'amore, di avere un briciolo di fede nei sentimenti, un po' di meno nella real-politik... Macché, niente. Cipiglio preoccupato, ditino levato per ammonire, nessuna speranza e nessuna fede nel vecchio mito scalcinato dell'amore che abbatte le barriere, basta con Capuleti e Montecchi, West Side Story, il "Bacio appassionato" di Ken Loach, l'ebreo e la palestinese, le coppie miste. Tutta roba troppo romantica, bubbole, sogni, cinema. Una volta i preti portavano i ragazzi al cinema. Oggi, evidentemente, non ci vanno neanche loro."

Michele Serra, La Repubblica, 4 dicembre 2005

Postato da: alemae a 21:25 | link | commenti

mercoledì, 30 novembre 2005
Ruini "sconsiglia" i matrimoni con musulmani

Ci siamo arrivati, alla fine. Ruini Il terribile si è lasciato (ancora una volta) andare: "L'esperienza maturata negli anni recenti induce a sconsigliare o comunque a non incoraggiare i matrimoni tra cattolici e musulmani".

Perchè, feroce cardinale? "Fragilità intrinseca di tali unioni, i delicati problemi concernenti l'esercizio adulto e responsabile della fede cattolica e l'educazione religiosa dei figli, la diversa concezione dell'istituto matrimoniale (e grazie, NDR), dei diritti e doveri reciproci dei coniugi, (...), le interferenze dell'ambiente familiare d'origine".

Le interferenze dell'ambiente familiare d'origine? E' tutto un problema di suocere petulanti, allora! Chissà che mi credevo, avevo pensato addirittura che il Ruini nazionale fosse razzista o assolutista...

Meno male!

Postato da: alemae a 11:53 | link | commenti (2)

giovedì, 27 ottobre 2005
Chi confessa il confessore?

Esce oggi in Francia un libro "Dio mio... perché?" in cui rivela di aver ceduto in modo passeggero alla "forza del desiderio"

A 93 anni l'Abbé Pierre si confessa: "Ho avuto relazioni sessuali con donne"



PARIGI - L'Abbé Pierre, 93 anni, sacerdote francese fervente difensore dei diritti umani, fondatore del movimento Emmaus, confessa di aver avuto delle relazioni sessuali con delle donne. In un libro, uscito oggi in Francia, Dio mio... perché?, parla della "forza del desiderio. Mi è accaduto di cedervi in modo passeggero. Ma non ho avuto mai un legame regolare, perché non ho lasciato che il desiderio sessuale prendesse radici".

"Questo - afferma il religioso - mi avrebbe portato a vivere una relazione duratura con una donna, ciò che era contrario alla mia scelta di vita. Ho dunque conosciuto l'esperienza del desiderio sessuale e del suo rarissimo soddisfacimento, ma questo soddisfacimento è stata una vera sorgente di insoddisfazione, perché avvertivo che io non ero vero. Ho sentito che per essere pienamente soddisfatto il desiderio sessuale ha bisogno di esprimersi in una relazione amorosa, tenera, fiduciosa. Una tale relazione mi è stata impedita dalla mia scelta di vita. Non potevo rendere delle donne infelici, ed essere me stesso conteso tra due scelte di vita inconciliabili".

Estratti del libro dell'Abbé Pierre vengono pubblicati oggi da due settimanali, L'Express e Le Point. L'Express parla del libro come di "una bomba nel paese calmo del pensiero cristiano. L'Abbé Pierre dichiara che non è ostile al matrimonio dei sacerdoti, e suggerisce che lui stesso ha avuto relazioni sessuali con delle donne". Per Le Point quella dell'Abbé Pierre è una "sconvolgente confessione", un vero inno contro ogni tabù.
   
Nel libro in cui ha raccolto pensieri e meditazioni, l'anziano frate cappuccino si è detto convinto che nella chiesa debbano convivere "preti sposati e preti celibi che possano consacrarsi totalmente alla preghiera e agli altri". Il religioso afferma inoltre di essere favorevole all'ordinazione al sacerdozio delle donne e al riconoscimento delle coppie omosessuali.

Per quanto riguarda l'ordinazione delle donne al sacerdozio, Henri Antoine Grouès, vero nome dell'Abbé Pierre, critica Giovanni Paolo II e papa Benedetto XVI. "Non ho mai capito perché hanno affermato che la chiesa non ordinerà mai le donne Una tale affermazione presuppone che questa pratica non sarebbe conforme alla sostanza stessa della fede cristiana. Il principale argomento portato a spiegazione di questo divieto è che Gesù non ha scelto delle donne tra i suoi apostoli. Un argomento che per me non ha nulla di teologico, piuttosto è di natura sociologica".

Il fondatore della comunità di Emmaus, a ruota libera, quindi ha preso in esame la questione delle unioni omosessuali, preferendo parlare di "alleanza" piuttosto che di "matrimonio", "troppo radicato nella coscienza collettiva come unione tra una donna e un uomo".

L'Abbé Pierre malgrado i suoi 93 anni è ancora molto attivo. Nei giorni scorsi è stato a Firenze in occasione delle Giornate europee di lotta contro il traffico degli esseri umani, organizzate dal movimento Emmaus Internazionale.

(27 ottobre 2005)

Postato da: alemae a 13:37 | link | commenti