Dedicato a tutti i non credenti che si sentono affogare nel magma ipocrita ed invadente del cattolicesimo.
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giovedì, 14 dicembre 2006
E se non mangiamo, si elimina il problema dei rifiuti.

Almeno di quelli organici. Poi potremmo smettere di bere, e l'emergenza idrica sarebbe un problema del passato.

Scusatemi, ma trovo delinquenziale e codardo che il Papa dica ancora che
l'Aids si batte con l'astinenza. E' una cosa orribile, dovrebbe essere denunciato dall'OMS. E' questo il risultato della ricerca commissionata dalla Santa Sede sull'uso del salvifico palloncino, elemento per costoro evidentemente esotico?

Se il tedesco vuole attaccare ancora con la pippa dell'astinenza (che tra l'altro crea mostri), almeno smetta di vedersi con Padre Georg, ecchediamine.

Postato da: alemae a 13:20 | link | commenti (2)

martedì, 06 giugno 2006
Il medioevo in tavola

Riporto fedelmente (praticamente, lo incollo dopo averlo copiato) un articolo di Repubblica. Come potrei aggiungere parole di riflessione o di scherno alla meravigliosa sintesi altomedievale che segue?

NB. ha detto anche (non riportato nell'articolo) che il femminismo ha rovinato la famiglia perché ha messo in contrapposizione i sessi... Meraviglioso! Come dire che Mandela ha rovinato il Sudafrica perché ha messo in contrapposizione i bianchi con i neri...

 

Sublime.



Nuovi attacchi dal Pontificio consiglio per la famiglia
in un documento intitolato "Famiglia e procreazione umana"
Pacs, aborto e fecondazione
Per il Vaticano è "l'eclissi di Dio"

Indice puntato contro aborto, contraccezione, omosessualità


CITTÀ DEL VATICANO - "E' l'eclissi di Dio" alla radice della "profonda crisi della verità" che ispira leggi che tendono a riconoscere "coppie insolite" formate "da omosessuali che rivendicano gli stessi diritti riservati a marito e moglie". In un documento intitolato "Famiglia e procreazione umana" il Pontificio consiglio per la famiglia diretto dal cardinale Lopez Truillo torna a scagliarsi su Pacs, aborto, contraccezione, e ricerca su cellule embrionali.

"Mai come ora l'istituzione naturale del matrimonio e della famiglia è vittima di attacchi tanto violenti. E' in atto un cambiamento nel modello di famiglia e di coniugalità", sottolinea il dicastero, e "guardando ai mezzi a cui si ricorre per evitare di avere figli, mezzi che includono non solo la contraccezione, ma anche l'aborto, appare chiara l'eclissi a ogni riferimento a Dio nella visione predominante sulla procreazione responsabile".

Il Vaticano punta l'indice contro le correnti radicali. "In questo clima culturale le grandi sfide alla famiglia e alla procreazione responsabile si fanno sempre più minacciose su due fronti, contro la famiglia - si legge nel documento - poiché l'uomo viene concepito solo come individuo, una sorta di Robinson Crusoe, e contro la procreazione responsabile poiché l'uomo così concepito deve tentare tutte le possibilità della scienza e della tecnica per la produzione di un uomo nuovo".

"Coppie insolite". Il cardinale Truillo lancia così l'allarme per il "manifestarsi dell'apologia della famiglia monoparentale, ricostituita, omosessuale, lesbica. Coppie formate da omosessuali rivendicano gli stessi diritti riservati a marito e moglie, reclamano persino il diritto di adozione. Donne che vivono una unione lesbica rivendicano gli stessi diritti analoghi, esigendo leggi che diano loro accesso alla fecondazione eterologa o all'impianto embrionale". "Inoltre - annota il porporato - si sostiene che la facilità offerta dalla legge di formare queste coppie insolite, deve andare di pari passo con la facilità di divorziare o ripudiare".

"Aborto, delitto abominevole".
"Oggi si pretende di banalizzare in qualche modo l'aborto con il pretesto che l'autorità non deve penalizzare questo delitto abominevole" si legge ancora nel documento del Pontificio consiglio. "Essere su questa linea significa ridurre o negare che il delitto, per il fatto stesso di esserlo, richiede una pena. Non è concepibile che un delitto resti impunito". "Nessuna circostanza, nessuna finalità, nessuna legge al mondo - si legge nel testo che si richiama all'Evangelium Vitae di Papa Wojtyla - potrà mai rendere lecito un atto che è intrinsecamente illecito, perché contrario alla legge di Dio, scritta nel cuore di ogni uomo, riconoscibile dalla ragione stessa e proclamata dalla chiesa".

"La vita non è questione di tecnica". "Come confermano alcune pratiche funeste oggi legalizzate in alcuni paesi, se l'uomo si arroga il potere di fabbricare l'uomo, allora si arroga anche il potere di distruggerlo" dichiara il Pontificio consiglio. "La trasmissione della vita diventa una questione di tecnica e di tecnici. A volte, questi ultimi sognano perfino di fabbricare la vita di ineccepibile qualità". Non solo: "la scienza e la tecnica hanno convinto alcuni a ritenere che tutto è frutto dell'evoluzione, che l'uomo non ha alcun dio; che il dio del passato era fatto dall'uomo a sua immagine e somiglianza; che quel dio è morto e che questa è l'ora di poter produrre l'uomo veramente nuovo".

"No a ogni mezzo contraccettivo". Nel capitolo dedicato a "paternità e maternità responsabili" il documento ribadisce la dottrina dell'Humanae vitae sulla contraccezione, esclude cioè "ogni mezzo contraccettivo" e chiede che sia rispettata "l'unione tra l'elemento unitivo e quello procreativo in ogni atto coniugale", ritenendo legittima la sola "continenza periodica" cioè "l'uso del matrimonio solo nei periodi non fertili".

Postato da: alemae a 12:28 | link | commenti (5)

giovedì, 12 gennaio 2006
Ratzinger: le donne sono stupide e pure un po' maiale

Scusatemi per il titolo, ma ogni volta che sento un prete (oggi "addirittura" il papa) dire che rendere meno doloroso e mutilante l'aborto equivale a trasformarlo in una passeggiata mi altero.

E' possibile che la donna debba essere per forza vista come contenitore inconsapevole? Puoi pensare, caro (si fa per dire) Ratzinger, che la stessa scelta di abortire sia dolorosa?

Ma di più, ammettendo che ci siano casi in cui questa scelta dolorosa non sia: che senso ha il dolore, la paura, il rischio di un intervento evitabile? Serve per punire? Serve perchè senza la prospettiva del dolore una donna non sceglierebbe di mettere al mondo il bambino? Da questa considerazione, che se è come l'ho ipotizzata qui è da disturbati, derivano le seguenti considerazioni:

1. Il parto è innaturale, perchè sempre preferibile all'aborto indolore (di che cosa hai paura, sennò, caro ex Hitler Jugend?)
2. La donna che decide di diventare madre per paura dell'intervento, sarà sicuramente un'ottima madre... Vero?

Ogni volta che mi fermo a riflettere su una qualsiasi affermazione/dogma del caro, vecchio clero non riesco a non sentirmi offeso nell'intelligenza. E vi assicuro che non sono affatto un genio...

E' proprio vero: se i preti avessero l'utero, l'aborto sarebbe una virtù.

Postato da: alemae a 18:06 | link | commenti (22)

giovedì, 06 ottobre 2005
Guardone Romano

Nell'articolo emblematico che riporto in calce c'è un'affermazione molto importante, fatta dall'Osservatore Romano (che osserva un po' troppo, a mio avviso: una specie di Guardone Romano, a giudicare dalla fissazione che ha per ciò che le mutande contengono).

L'affermazione è: 
"la ripresa della sperimentazione della Ru486 a Torino, nuovamente torna a svelare cosa stava dietro a tali affermazioni, e quale intenzionalità vi si nascondeva. Si vuole che l'aborto diventi sempre più facile contraccezione, la più tragicamente efficace: si è ormai arrivati ad un tale oscuramento delle coscienze da ritenere atto di libertà l'uccidere il più indifeso degli innocenti".

Ora, è chiaro che tra Chiesa e "innocenti indifesi" un legame c'è sempre stato: invece di cianciare sui feti, cerchino di non molestare i bambini.

Ma a parte questo, dicano chiaramente quello che intendono: come spiegava "madre" Teresa di Calcutta, nessuna terapia che eviti il dolore fisico è accettabile. Qui, come la santona in altri anni, si vuole che la donna che ha sbagliato, che si è resa impura, soffra le pene dell'inferno (così magari ci ripenserà, la prossima volta). La suora albanese non voleva si fornissero ai malati lenitivi di nessun tipo, antidolorifici in testa, perchè "soffrendo ci si avvicina a Dio" (bambini compresi).

Per loro fortuna Dio non esiste, altrimenti sarebbero affari loro.

Al.

 



L'Osservatore Romano contro la ripresa della sperimentazione
"Contraccezione e aborto, frutti di una medesima pianta"
Il Vaticano all'attacco della Ru486
"La scienza al servizio della morte"

Reazione dei Ds: "Sono parole che dividono anziché far riflettere"

CITTA' DEL VATICANO - Un atto contro la vita, anzi un vero e proprio omicidio. Così l'Osservatore Romano definisce la ripresa della sperimentazione sulla pillola Ru486, nuovamente decisa dalla Regione Piemonte. "Ancora una volta la scienza viene messa al servizio della morte", scrive il giornale del Vaticano, che definisce contraccezione e aborto, "frutti di una medesima pianta". Una connessione, sottolinea il giornale, "non soltanto a livello culturale ma anche tecnico".

"Anche oggi non si può non ribadire - continua il quotidiano - che quando nel paese venne approvata la legge 194, da più parti, con forza ed enfasi si disse che l'interruzione volontaria della gravidanza non doveva essere considerata 'mezzo di contraccezione', e che la libera decisione della donna doveva confrontarsi con le istituzioni pubbliche, garanti del diritto dei terzi".

Insomma, per l'Osservatore, "la ripresa della sperimentazione della Ru486 a Torino, nuovamente torna a svelare cosa stava dietro a tali affermazioni, e quale intenzionalità vi si nascondeva. Si vuole che l'aborto diventi sempre più facile contraccezione, la più tragicamente efficace: si è ormai arrivati ad un tale oscuramento delle coscienze da ritenere atto di libertà l'uccidere il più indifeso degli innocenti".

Le parole dell'Osservatore hanno suscitato la reazione dei Ds che in una nota firmata da Vannino Chiti della Segretaria nazionale giudica negativamente la presa di posizione del quotidiano cattolico: "E' un intervento apodittico che giudica e divide, anzichè sforzarsi di riflettere comprendere e fare riflettere. Lo Stato democratico italiano, con le sue leggi, non ha esaltato l'aborto ma ha previsto casi specifici di interruzione della gravidanza in situazioni nelle quali nel passato la clandestinità aveva rappresentato una vergogna inammissibile in una società civile ed un rischio alla quale si esponeva in solitudine la vita della donna".
(La Repubblica, 5 ottobre 2005)

Postato da: alemae a 09:54 | link | commenti (4)