Dedicato a tutti i non credenti che si sentono affogare nel magma ipocrita ed invadente del cattolicesimo.
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A volte mi secca avere ragione. Però quel tipo feroce vestito di bianco che parla in favore dei bambini mi fa impressione. Non è credibile.
Da La Repubblica di oggi:
Una madre denuncia un finto caso ad alcuni sacerdoti lombardi
E nessuno di loro le dice di rivolgersi alla polizia o ai magistrati
Impazza su tutti i "media": Papa Ratzinger dice che i preti non devono molestare i bambini. Che lo dica come farebbe il soldato Schultz di Sturmtruppen può essere ameno argomento di un altro post. Il fatto che non trapela dalla stampa è, per me, riassumibile con: e grazie arca!
Non dovrebbe essere un'ammissione di colpa grave della sua organizzazione? Perché si punta sul buon cuore di uno che - tra l'altro - negli Usa è incriminato proprio perché proteggeva i preti pedofili (lo scopo giustifica i mezzi: per lui era una difesa della bontà del messaggio cristiano contro alcune parti deviate)?
Mah. E chi ci capisce niente.
Non me le dimentico, le chiese tappezzate di poster con neonati e scritte "no alla fecondazione", in occasione del famoso referendum scorso. Volevano difendere i bambini? In che modo? Da queste pagine denunciammo anche noi l'orrore di obbligare una madre che non possa avere figli a una fecondazione con soli 3 embrioni, e il divieto di verificare se questi siano sani.
Il solito schifoso concetto di peccato: hai voluto la fecondazione? Ti becchi il rischio, anche se questo può essere evitato. Perché te lo meriti, donnaccia.
Per la Chiesa il principio da difendere (ma poi, de che? Non sostengono che scopare è peccato, tanto che il matrimonio è un remedium concupiscentiae? E come devono essere concepiti questi bambini, di grazia, tutti con l'ausilio dello Spirito Santo?) vale bene un bambino handicappato, infelice, destinato a morte certa.
Lasciando da parte "l'uso" che dei bambini fanno tanti amorevoli preti.
Leggete questo articolo de La Repubblica:
Parla la donna che aveva presentato ricorso contro la legge sulla fecondazione
"Volevo un figlio che non nascesse in preda alla talassemia"
di MARIA NOVELLA DE LUCA
ROMA - Li definisce "giudici senza cuore", chiede se hanno mai visto "un bimbo talassemico che muore", racconta di centinaia di donne "costrette ad abortire per non mettere al mondo un figlio destinato a sofferenze gravissime". Simona parla e piange, spiega che in tutti questi mesi ha sofferto, aspettato, sperato che la Consulta accettasse il suo ricorso, e si aprisse così per lei e il marito, portatori sani di anemia mediterranea, la possibilità della diagnosi pre-impianto sull'embrione.
"Invece la legge mi ha condannata a non diventare madre, e ha condannato a morte quegli embrioni, perché io non accetterò mai l'impianto con il rischio di dover abortire di nuovo. Non sono ricca, non posso andare in un centro estero, forse questi giudici, questi politici hanno figli sani, vivono felici, e così non si curano della sofferenza altrui".
Abita in una frazione di Cagliari Simona, in una grande casa, con la madre anziana e il marito Pietro. "Qui ho sognato tante volte di arredare la cameretta del mio bambino, in questa casa dove sono cresciuta insieme ai miei nove fratelli e sorelle, anche alcuni di loro sono portatori di talassemia, ma hanno incontrato mariti e mogli sani, e quindi i loro figli, i miei nipoti, stanno bene. Quando mi sono fidanzata con Pietro sapevamo entrambi di avere il "problema", ma dovevamo per questo rinunciare all'amore?". No, Simona e Pietro non hanno rinunciato, del resto l'anemia mediterranea è tuttora una piaga endemica in Sardegna, ma la loro ricerca di un figlio si è rivelata un calvario. "Prima del 2004, prima che questa terribile legge venisse approvata, moltissime coppie sono riuscite ad avere bambini sani con la diagnosi pre-impianto, ma quando anche io ho deciso di rivolgermi all'ospedale microcitemico di Cagliari era troppo tardi".
La legge 40 è già in vigore, ma Simona decide di tentare lo stesso, e alla fine del 2004 si sottopone ad una fecondazione assistita (ha infatti anche difficoltà a restare incinta naturalmente) nel reparto del professor Giovanni Monni, primario ginecologo dell'ospedale microcitemico. "Non potendo più né congelarli né analizzarli - ricorda Simona - tutti e tre gli embrioni mi sono stati impiantati. Sono rimasta incinta e avevo il cuore pieno di speranza, per dieci settimane Pietro ed io abbiamo sognato quel bambino... Alla decima settimana ho fatto la villocentesi, e la risposta mi ha spezzato il cuore: il mio bambino era malato, anemia mediterranea, sapete che cos'è, è una malattia del sangue che costringe a trasfusioni continue, fin da piccolissimi, per tutta la vita. No, di bimbi così ne ho visti troppi. Ho abortito, ed è stata l'esperienza peggiore della mia vita".
Simona fa fatica a parlare. Spesso piange, interrompe la conversazione, poi la riprende. Da molti mesi ha smesso di lavorare per assistere la mamma anziana, e perché, spiega, "dopo il secondo tentativo sono entrata in una depressione gravissima". Sì, perché nonostante il grande dolore della prima volta, nel 2005, alla vigilia del referendum, Simona fa una nuova fecondazione assistita, ma al momento di trasferire gli embrioni nell'utero, sapendo di non poterli analizzare, crolla, e dice no, non posso affrontare il rischio di un nuovo aborto.
Simona cioè "disobbedisce" alla legge 40, e ciò che ne segue è un caso politico e legale che si è concluso con il "no" della Consulta. "Sono piena di rabbia e di tristezza. Però voglio reagire, Pietro ed io ci amiamo, la nostra coppia è salda. Magari possiamo tentare all'estero: i soldi per adesso non li abbiamo, ma forse chissà, un prestito, un aiuto. Io non rinuncio alla speranza".
(26 ottobre 2006)
Lunghissima assenza. Lo so, me ne scuso. Non ne vado affatto fiero.
Un pensiero lanciato lì, tanto per propiziare il ritorno su questi quaderni: sto andando in giro, ultimamente, ad annunciare al mondo che credo in Babbo Natale.
In fondo, perché io non posso credere a BN se tutto (quasi) il mondo crede agli dei più disparati?
Sì sì, io ci credo proprio. E ne ricavo anche benefici: ad esempio, ogni anno puntualmente ricevo dei regali. Sotto l'albero. Sempre nello stesso giorno, nella notte tra il 24 e il 25 dicembre; tra l'altro quasi tutte le persone che conosco ne ricevono, e tutte in quella stessa notte! Mistero della fede...
Bene, allora, ho anche la prova ontologica. Sono in vantaggio.