Dedicato a tutti i non credenti che si sentono affogare nel magma ipocrita ed invadente del cattolicesimo.
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In occasione dell'ultima tornata referendaria, lo scorso weekend, il presidente del mio circolo Uaar (Siena) ha notato andando a votare la presenza di un crocifisso all'interno della propria sezione elettorale.
Ha chiesto di verbalizzarne la rimozione, dal momento che è espressamente vietata dalla legge l'esposizione di qualsiasi simbolo non direttamente indicato nell'arredo del seggio elettorale.
Grandi rimostranze da parte di presidente e segretario; rimozione avvenuta e verbalizzata; ri-esposizione del crocifisso, all'uscita dell'elettore. Denuncia dell'elettore nei confronti del presidente del seggio.
Fatto sta che in Italia, nonostante l'assenza (formale) di una religione di stato, sembra di parlare klingoniano quando si cerca di evitare l'ostentazione di simboli religiosi in contesti del tutto inopportuni. Si dirà: sono cazzate, che ve ne frega di un simbolo? Invece sono piccole cose importanti, dal momento che sui simboli si costruiscono le crociate.
Invito chi concorda con l'operazione a documentarsi sulla campagna "scrocifiggiamo l'Italia" sul sito dell'Uaar (www.uaar.it).
(da l'Amaca, di Michele Serra, La Repubblica del 13 maggio 2006)
Uno dei giorni più felici, per questo Paese, sarà quando il Papa potrà dire qualunque cosa, su qualunque argomento, senza suscitare alcuna reazione. Se non quelle, comprensibili, dei cattolici, ai quali il Papa si rivolge: se la vedano tra loro. Non ho mai capito perché i laici reagiscano con tanta suscettibilità a giudizi che non li riguardano minimamente. Se la ragione è che temono ingerenze della Chiesa nella vita politica, il modo migliore per dare rilievo e peso alle opinioni del Papa, o dei vescovi, è proprio drammatizzarle, ingigantirne il peso. Non esiste altro Paese al mondo nel quale una materia in fondo così specialistica, così parziale, così opinabile come la precettistica della Chiesa romana in materia sessuale, ottenga un clamore così spropositato. Basta mettere il naso fuori dall’Italia per capire che siamo rimasti l’unico paese al mondo che sia papista e antipapista. Disposto a dividersi e a litigare per settimane su ogni singola frase che esca dal Vaticano. D’accordo che il Papa è il vescovo di Roma, ma non sarà un poco provinciale questo incaponirsi, questo discettare sui tabù e sui regolamenti interni di un gruppo tutto sommato ristretto di sacerdoti anziani? Nelle edicole di Parigi, Londra, Madrid, di tutto questo non c’è traccia. A un’ora di aereo, già si parla d’altro. Suvvia.
Riporto fedelmente (praticamente, lo incollo dopo averlo copiato) un articolo di Repubblica. Come potrei aggiungere parole di riflessione o di scherno alla meravigliosa sintesi altomedievale che segue?
NB. ha detto anche (non riportato nell'articolo) che il femminismo ha rovinato la famiglia perché ha messo in contrapposizione i sessi... Meraviglioso! Come dire che Mandela ha rovinato il Sudafrica perché ha messo in contrapposizione i bianchi con i neri...
Sublime.
Nuovi attacchi dal Pontificio consiglio per la famiglia
in un documento intitolato "Famiglia e procreazione umana"
Pacs, aborto e fecondazione
Per il Vaticano è "l'eclissi di Dio"
Indice puntato contro aborto, contraccezione, omosessualità
Pur con qualche ritardo, un accenno alla Meravigliosa Storia dell'Intelletto Papale: la visita di Peppe Ratzinger ad Auschwitz.
Il brav'uomo, appena arrivato, ha esclamato: "Dov'eri, Dio, mentre gli uomini compivano tutto questo abominio?". Frase che mi induce un paio di inquietanti domande:
a. Hanno fatto bene ad eleggere Papa un uomo che, per sua stessa ammissione, non sa dove sia il dio che rappresenta? Lasciando perdere l'immanenza di Dio, che ne renderebbe inutile un tentativo di localizzazione puntuale, non dovrebbe saperlo lui, che ne è segretario? E poi, si aspettava forse una risposta tonante, tipo "Ero a tavola"...? Detesto le domande retoriche.
b. Dove fosse Dio non si sa, resta un mistero, ma dove fosse in quegli stessi anni Ratzinger lo dice il suo curriculum vitae: con Hitler, da bravo arruolato (anche se giovanissimo) alla Wermacht. Pertanto la questione cambia: "Perché, Dio, ero lì" sarebbe stata domanda più coerente.
Lascio irrisolta la questione revisionista legata alle "colpe di pochi che hanno sfruttato i Tedeschi". Le colpe erano diffuse a livello di un intero popolo, dato che nei campi di sterminio ci passarono migliaia di SS ma anche migliaia di comuni cittadini (fabbri, insegnanti, tecnici, etc.) prestati provvisoriamente alle arti della tortura e dello sterminio. E non si hanno che sporadiche notizie di ribellioni o rifiuti, o di rallentamento della macchina da olocausto, anzi...
Insomma, uno si crede di trovarsi davanti ad un Uomo Universale, poi si accorge che è un piccolo tedesco sbrigativamente deciso a perdonarsi insieme con il suo popolo...
Si sa che i miracoli destano sempre stupore, per via della loro intrinseca natura sovranormale. Ma niente, nessun miracolo può essere considerato così incredibile come quello delle profezie di Fatima: premonizioni (invero dettate dalla Madonna stessa, in persona se così si può dire) con solo qualche anno di ritardo sul verificarsi dell'evento profetizzato.
Mi sono sentito, così, indebolito sul piano del mio scetticismo: come si può, infatti, non trasalire quando una suora ex pastorella analfabeta mi dice, nel 1941, che ci "sarebbe stata" una rivoluzione comunista in Russia? E che dire della premonizione sul Papa: "soldati armati di frecce uccideranno il Santo Padre, mentre scala una montagna"... Perfetto!
Afflitto da queste considerazioni, e fiaccato nel razionalismo, mi sono convertito. Il buon Dio mi ha voluto ricompensare, quale pecorella smarrita, dando anche a me lo stesso dono dei pastorelli: per questo vi preannuncio che ad aprile 2006 l'Ulivo vincerà le elezioni per pochi voti, e nel 2001 la Roma vincerà lo scudetto.
Credeteci, o miscredenti!