Dedicato a tutti i non credenti che si sentono affogare nel magma ipocrita ed invadente del cattolicesimo.
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Ci rendiamo conto che c'è gente che si ammazza per un Dio? Credo che non sia abbastanza chiaro. Io uccido Tizio perchè non crede alla mia idea, non verificabile da alcuno.
Per questo, gente che ha vissuto, amato, odiato, adesso è niente. E' morta.
Il mondo è cretino.
Riporto alcuni commenti che ho trovato sul sito del Diario, che ha deciso - cosa che dovrebbero fare, a mio avviso, tutte le testate libere - di pubblicare le famigerate vignette.
venerdì 10 febbraio 2006, 7:53
Per dire quanto sono strumentali queste proteste, 6 delle 12 vignette erano già state pubblicate il 17 ottobre e non sulla malvagia stampa occidentale, ma su un quotidiano egiziano. Senza peraltro suscitare grandi clamori né particolari reazioni. Solo dopo un mese, Abu Laban, l'Imam danese da cui è inziato tutto questo scangeo, si è posto a capo di una delegazione di religiosi islamici residenti in Danimarca che si è recata nei paesi arabi per una sorta di tour dell'indignazione per accreditarsi e accreditare lo scontro di civiltà. Tutto calcolato insomma. Dal che si deduce che i Calderoli e i Pera da una parte e questi predicatori violenti dall'altra in fondo fanno lo stesso sporco lavoro. E i citrulli ci cascano sempre.
Mario Rossi, Aosta
giovedì 9 febbraio 2006, 12:57
Il mondo non e' solo tabloids danesi. Ci sono anche Jesus Christ Superstar, L'Ultima Passione di Cristo. Addirittura La Vita di Brian. Senza contare l'interminabile teoria di vignette composte nei secoli, a partire probabilmente dalla visione di Costantino. Il sentimento medio del muzul e' paragonabile a quello del militante di Forza Nuova. La differenza e' che Forza Nuova rappresenta lo 0,01% del totale dell'occidente mentre il muzul medio rappresenta un buon 97%. (...)
martedì 7 febbraio 2006, 8:59
(...) perchè questa fiammata improvvisa quattro mesi dopo la pubblicazione delle vignette? Ed emerga una verità diversa, salta fuori che tutto è stato preparato con cura, che c'è ben poco di spontaneo. Allora non credo sia molto lontano dalla verità chi dice che siamo solo in presenza di una lotta di potere tra i vari gruppi fondamentalisti. Flemming Rose, il giornalista che a settembre 2005 commissionò le vignette a un gruppo di disegnatori, in una bella intervista ha raccontato un po' l'antefatto. Le proteste interne erano già da tempo rientrate con reciproca soddisfazione, c'era stato anche un pronunciamento della magistratura danese che negava qualsiasi tipo di censura. La fiammata di questi giorni, secondo Rose, è stata in effetti provocata da un gruppo di Imam fondamentalisti in cerca di popolarità e accreditamento. Costoro non hanno accettato la conclusione pacifica della questione, e hanno organizzato un viaggio in Medio Oriente per sollevare le folle raccontando bugie. La "missione" pare riuscita in pieno.
Mario Rossi, Aosta
Tokyo, 07:56 (La Repubblica, 21/02/2006)
GIAPPONE: ABUSO' DI RAGAZZINE, SACERDOTE CONDANNATO A 20 ANNI
Per anni ha abusato di sette ragazzine dicendo loro che sarebbero andate all'inferno se gli avessero resistito. Un sacerdote cristiano di Kyoto e' stato condannato a 20 anni di carcere per le violenze, andate avanti dal marzo del 2001 fino al settembre del 2004. Gli abusi erano compiuti da Tamotsu Kin, oggi sessantaduenne, nella sacrestia della Chiesa Centrale del Santo Signore e le vittime avevano tutte tra i 12 e i 16 anni. Il tribunale ha inflitto il massimo della pena sottolineando che "le ragazzine non potevano rifiutarsi perche' per loro Kin rappresentava quanto di piu' vicino a Dio ci fosse sulla Terra.
Il fatto che un ministro leghista, ergo minus habens, vada in giro a far sfoggio di magliettine sotto camicia, cravatta e fazzoletto verde per ingraziarsi il suo gregge non può, in me, smorzare le immagini di altri pecoroni, radunati davanti alle ambasciate, infoiati contro le bandiere scandinave (ora anche la nostra).
Li guardo e mi deprimo. Gente senza altra attenzione che per l'odio verso il quale l'ha indirizzata il feudatario locale. Persone che non hanno niente, sono governate peggio dei francesi sotto Luigi e Maria Antonietta, ma - pecoroni, appunto - non trovano altro oggetto della loro disperazione che un fantomatico nemico esterno. Altro che autodeterminazione, altro che voglia di cambiamento. Basta prendere una kefia, un kalashnikov, una cazzo di tenda e i problemi sono alle spalle.
La libertà si conquista, non te la danno nè gli Americani (ai quali il concetto non interessa), nè i libri scritti male, come il Corano. La libertà, la dignità si conquistano, come fecero per tanti anni - dalle nostre parti - operai e contadini che persero, quando non la vita, tutto quel poco che avevano.
Questa gente resterà nelle condizioni in cui vive oggi, ovviamente. A gridare contro la luna (sarebbe più poetico) col prosciutto (ooops, è maiale, blasfemia!) che copre la vista sulle sue magagne interne.
La religione può anche questo.
Allah Akbar. Ci penserà lui, statene certi.
PS: Aggiungo un pezzo tratto da un post del blog "Il Guardone Romano", che con ottima sintesi dice quello che io, in maniera meno precisa, voglio da tempo affermare al riguardo:
(..) la questione è che con la scusa del “rispetto” e della “sensibilità” altrui non si possano non tanto fare delle innocue e infantili vignette, quanto non si possano trattare determinati argomenti di natura storica, vedere certi film, sentire certi dischi o aprire dibattiti politici sulla presenza o meno di simboli religiosi, o il finanziamento alle chiese, e via di questo passo. Comunque, alla fine un giornale italiano laico –non La Padania- ha deciso di mostrare le vignette: si tratta di Diario. (...) :. link al post
E mi pare un bell'esempio - che io estendo a qualsiasi superstizione, monoteismi included - di razionalismo.
Ma voglio anche farvi sorridere un po'.L'indovina de le carte
- Pe' fa' le carte quanto t'ho da dà? - Cinque lire. - Ecco qui; bada però che m'haio da di' la pura verità... - Nun dubbitate che ve la dirò. Voi ciavete un amico che ve vô imbrojà ne l'affari. - Nun pô sta perché l'affari adesso nu' li fo. - Vostra moje v'inganna. - Ma va' là! So' vedevo dar tempo der cuccù! - V'arimmojate. - E levete de qui! Ce so' cascato e nun ce casco più! - Vedo sur fante un certo nun so che... Ve so' state arubbate... - Oh questo sì: le cinque lire che t'ho dato a te.
E' tanto che non scrivo, lo so (vicissitudini personali). Per i pochi che leggono, voglio riportare - con poco sforzo, devo dire - alcune considerazioni che Piergiorgio Odifreddi fa nel suo Il Vangelo secondo la scienza, Einaudi, sulla storica avversione che la Bibbia hs per le donne.
Tornare dal medioriente alle questioni nostrane è un po' come tornare a casa. Alle schifezze del nostro backyard. Lo faccio con un veloce sguardo alla splendida affermazione di Ratzy: "la vita è un bene indisponibile, non è vostra".
Bene! Lo pensava anche il fuhrer, quando mandava i ragazzini a morire in Russia... Io, comunque, non ho firmato nessun comodato d'uso con Dio. Sfido qualsiasi notaio a smentirmi: la vita è mia, vecchio monarca assoluto tedesco.
Non ho dimenticato che altrove le religioni sono più intransigenti della "nostra", sul piano pratico (su quello teorico sono la stessa cosa). La vergognosa reazione alle vignette sull'Islam, peraltro neanche troppo graffianti, mi porta a unirmi a quanti chiedono a tutti i giornali di pubblicarle: spero lo faccia la stampa tutta.
Quella cattolica è una religione che si è fatta furba, vive in occidente, in mezzo agli agi, e non le passerebbe mai per la testa un pensiero così radicale. Ma attenzione: quella islamica è una religione che vive di povertà e ignoranza (sono stati tradotti in arabo, da quando esiste la stampa, un numero di libri uguale a quelli che vengono tradotti in spagnolo in un solo anno, e sono pure in maggioranza di tema religioso). Per questo è vissuta più pericolosamente. Ma inserita in un contesto come il nostro, non farebbe trasparire differenza alcuna...
Non credo ci sia bisogno di sottolineare come ogni ironia su una Verità Assoluta (qui anche direttamente rivelata) sia fondamentale, per stemperarne il pericoloso potenziale di violenza. Il convincimento che si è coperti da un Dio, che le proprie ragioni sono le stesse di un'entità onnipotente, non può che creare follia. La difficile coscienza di essere soli, e di doversi creare una moralità, una dignità costruendola e non importandola, porta al tanto bistrattato relativismo culturale. Che altro non è se non una struttura mentale flessibile, mutevole, e quindi attaccabile. Voglio dire: se l'assolutismo (in politica si chiama totalitarismo, ma è esattamente la stessa cosa trasposta) genera martiri, kamikaze, killer e gente fuori di testa, il relativismo - tolte le sue manifestazoni più estreme, che sfociano nell'immobilismo "accidioso", per dirla con Ratzy - ha nel dubbio la sua grandezza. Il relativismo è democratico. Una vignetta contro il capo dello stato non porta all'assalto dell'ambasciata!
Vi invito a leggere il post che ho pubblicato pochi giorni fa, contenente un bellissimo articolo di Isaac Asimov sul valore del metodo scientifico. Asimov era ebreo, e da quella religione ci sono venuti gli esempi più brillanti e dissacranti di autoironia (lasciando da parte coloni ed ortodossi!), di sano sberleffo verso il proprio culto e le proprie usanze religiose. Woody Allen, Groucho Marx e Asimov erano sì atei, ma permeati di quella cultura che altri grandi ebrei, come Moni Ovadia (che ateo non è) mostrano anche nel difficile esercizio della convivenza tra raziocinio e misticismo.
Comunque io, le vignette, le pubblico (come fa oggi il Corsera, dal sito del quale le ho tratte). Buon divertimento.