Dedicato a tutti i non credenti che si sentono affogare nel magma ipocrita ed invadente del cattolicesimo.
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Ci siamo arrivati, alla fine. Ruini Il terribile si è lasciato (ancora una volta) andare: "L'esperienza maturata negli anni recenti induce a sconsigliare o comunque a non incoraggiare i matrimoni tra cattolici e musulmani".
Perchè, feroce cardinale? "Fragilità intrinseca di tali unioni, i delicati problemi concernenti l'esercizio adulto e responsabile della fede cattolica e l'educazione religiosa dei figli, la diversa concezione dell'istituto matrimoniale (e grazie, NDR), dei diritti e doveri reciproci dei coniugi, (...), le interferenze dell'ambiente familiare d'origine".
Le interferenze dell'ambiente familiare d'origine? E' tutto un problema di suocere petulanti, allora! Chissà che mi credevo, avevo pensato addirittura che il Ruini nazionale fosse razzista o assolutista...
Meno male!
Ci sarà la "giornata per la vita" (io quindi sono per la morte?), e il solito, tristo Ruini ha ribadito che la vita viene prima di tutto, prima delle maggioranze, degli stati, dei governi.
D'accordo, non si può che concordare. Il problema è che, detta così, la cosa è piuttosto vaga e surrettizia: è la solita equiparazione mascherata (strisciante) dell'aborto all'omicidio. Vorrei leggeste questa bellissima lettera di Vittorio Zucconi sul tema, con un commento che ho letto da qualche parte: "se i preti potessero partorire, l'aborto sarebbe un dogma".
(...)
La maternità (...) per quello che noi maschi possiamo capire e permetterci di giudicare semplicmente avendo visto donne madri, è una condizione psicologica e morale, prima che fisica. Le femmine della nostra specie, non sono gatte o cavalle, non devono essere considerate "incubatrici" o "fattrici" depositarie di qualcosa di superiore che, nel momento della fecondazione dell'embrione non appartiene più a loro comunque essa sia avvenuta (il figlio di uno stupro non è anch' esso una vita? Il prodotto di un incesto non è anch' esso una vita?). Se una donna non vuole diventare madre, nessun prete, nessun imam, nessun politicante, nessun presidente, nessun marito, nessun giornalista può avere il diritto di costringerla a farlo, soltanto perché è scattato un meccanismo biologico di riproduzione che non è maternità se e fino a quando come tale non è stata accettata. Dunque la obbiezione più chiara all'argomento capzioso del suo vicino è che negare il diritto ad abortire legalmente non significa affatto eliminare gli aborti, perché le donne non sono incubatrici o fattrici, restano esseri pensanti e coscienti con la loro volontà intatta anche quando nutrono un embrione che soltanto grazie a loro può diventare una vita. La retorica della "difesa della vita" a oltranza e per principio assoluto, che diventa invece flessibile e relativa quando si tratta di bombardare una città nemica per un presunto "Bene" superiore, significa soltanto spostare l'interruzione volontaria di gravidanza nella clandestinità, senza salvare la vita del feto nè proteggere quella della donna. Oppure significa riservare l'aborto alle donne che si possono permettere di volare nei Paesi dove è clinicamente praticato. Non impediremmo gli aborti, che sono stati praticati sempre e ovunque dalle donne, di diritto o di rovescio, ma li riporteremmo all'oscenità dell'"aborto per censo", nel quale le poveracce sarebbero costrette ad arrivare al parto, esattamente come gli animali, o ricorrere a pratiche orrende. Mentre le signorine di buona famiglia che avessero commesso "una disattenzione" andrebbero a farsi una vacanzina a Londra, come accadeva una generazione fa. Dio ci protegga da coloro che spacciano per pietà la loro prepotenza.
L'articolo è qui di seguito. Premesso che di Halloween me ne frega il giusto (nulla), e che le streghe tanto stigmatizzate (streghe ovviamente solo nella loro testa) qualcun altro le bruciava vive, vorrei far notare qualche passaggio, sotto il titolo di "chi di irrazionale ferisce, di irrazionale perisce":
1. "inaccettabile finanziare una manifestazione che celebra il macabro". Ergo, inaccettabile finanziare la Chiesa cattolica, con la sua raccolta di mani, teste, membra varie di santi e sante.
2. Il monsignore di cui sotto dice che, invece che pensare ad Halloween, bisognerebbe "educare ai valori veri, come quelli della comunione dei santi e dei defunti". Valori veri? La comunione dei santi?
3. Lo stesso monsignore: "io elogio le istituzioni pubbliche per ciò che fanno per le nuove povertà e per il centro storico, ma lo spreco di questi soldi è inaccettabile". Per il centro storico???? Habemus commercialistam?
4. L'arcivescovo Bertone: "La festa di Halloween è uno sgarro all'identità cristiana". Uno sgarro? Padrino Bertone, baciamo le mani...
5. Stesso arcivescovo: "La festa di Halloween non ha niente a che vedere con la visione cristiana della vita". La sai una cosa, arcivescovo? Chissenefrega!
6. Sempre il Genio Bertone: "E' un culto laico che si rifa alle favole ed inoltre rappresenta un business delle mode del tempo". Come la Chiesa, con la sola differenza che, purtroppo, la Chiesa non è un culto laico.
Ma non voglio rovinarvi ulteriormente la lettura.
Il vescovo di Genova Bertone contro una circoscrizione della città
"Inaccettabile finanziare un manifestazione che celebra il macabro"
La Chiesa all'attacco di Halloween
"Festa pagana, non merita soldi"
Anche la Cei aveva tuonato contro "il culto laico delle zucche vuote"
GENOVA - Halloween come l'aborto, il divorzio, l'eutanasia, la fecondazione assistita e l'omosessualità. Anche la festa americana di tradizione pagana, importata in Italia sulla scia del consumismo di massa, è finita nella "lista dei cattivi" della Chiesa cattolica.
A lanciare l'anatema sono stati in questi giorni diversi vescovi di diocesi italiane, ultimo dei quali monsignor Tarciso Bertone di Genova. "Io vorrei - ha ammonito il prelato - che i genitori, i parenti e le famiglie usassero lo stesso dispendio di energie, di tempo e di soldi dedicato ad un evento insensato come quello di Halloween per educare ai valori veri, come quelli della comunione dei santi e dei defunti".
Non è solo una questione di princìpi morali, ma anche di quattrini. Nell'omelia svolta stamane, l'arcivescovo Bertone ha attaccato infatti duramente la scelta della circoscrizione genovese Centro Est di destinare fondi per organizzare una manifestazione in occasione di Halloween. "Questo non è accettabile - ha tuonato il cardinale -, io elogio le istituzioni pubbliche per ciò che fanno per le nuove povertà e per il centro storico, ma lo spreco di questi soldi è inaccettabile".
Parole simili a quelle di Bertone le aveva spese nei giorni scorsi il vescovo di Prato, monsignor Gastone Simoni. "La festa di Halloween - aveva ammonito - è uno sgarro all'identità cristiana e non ha niente a che vedere con la visione cristiana della vita". Aggiungendo subito dopo: "E' un culto laico che si rifa alle favole ed inoltre rappresenta un business delle mode del tempo". Simoni si era quindi riallacciato a quanto affermato dal suo collega di Pistoia, Giordano Frosini. La festa "delle zucche vuote", aveva messo in guardia Frosini attraverso il canale ufficiale della Sir, l'agenzia d'informazioni della Conferenza episcopale italiana, è una festa "neopagana, che mina la nostra identità", "che fa dello spiritismo e del senso del macabro il suo centro ispiratore".
(1 novembre 2005)