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Michele Serra
La Repubblica, 27/10/2005
A rincarare la dose (già tosta) del moralismo neoconservatore, arriva dal Texas (e da dove, sennò) uno studio sui dissesti che il divorzio provoca nei figli. Lo sapevano già, e meglio di chiunque altro, i genitori separati e divorziati, per i quali la sofferenza dei figli è la prima delle questioni. Peccato che il rimedio alla texana consista nell'oltranzismo matrimoniale: restare insieme a qualunque costo. Manca, in proposito, uno studio complementare che illustri quanti danni infliggono ai figli, e alla società in generale, l'ipocrisia, la costrizione, la menzogna che fino a qualche decennio fa imbalsamavano la morale pubblica e le vite private. Si dice "famiglia" e si crede di aver definito il crisma della felicità, ma ci sono famiglie eccellenti e famiglie infernali, famiglie che schiudono alla vita l'esperienza dei figli e famiglie blindate ed opprimenti. Famiglie benevole e famiglie violente.
Non esiste alcuno, al mondo, che sia "favorevole" ai traumi e al dolore. Esistono, piuttosto, maniere differenti per affrontarli: una è cupa e colpevolizzante, l'altra è stoica e gentile. Il recente clima occidentale tende alla prima maniera, e dobbiamo tenerci pronti. Dopo l'aborto legalizzato, toccherà al divorzio subire l'assalto dei neo-reazionari. Il loro motto è: arrotolare all'indietro il tappeto della storia, e magari pure della vita.
Esce oggi in Francia un libro "Dio mio... perché?" in cui rivela di aver ceduto in modo passeggero alla "forza del desiderio"
A 93 anni l'Abbé Pierre si confessa: "Ho avuto relazioni sessuali con donne"
PARIGI - L'Abbé Pierre, 93 anni, sacerdote francese fervente difensore dei diritti umani, fondatore del movimento Emmaus, confessa di aver avuto delle relazioni sessuali con delle donne. In un libro, uscito oggi in Francia, Dio mio... perché?, parla della "forza del desiderio. Mi è accaduto di cedervi in modo passeggero. Ma non ho avuto mai un legame regolare, perché non ho lasciato che il desiderio sessuale prendesse radici".
"Questo - afferma il religioso - mi avrebbe portato a vivere una relazione duratura con una donna, ciò che era contrario alla mia scelta di vita. Ho dunque conosciuto l'esperienza del desiderio sessuale e del suo rarissimo soddisfacimento, ma questo soddisfacimento è stata una vera sorgente di insoddisfazione, perché avvertivo che io non ero vero. Ho sentito che per essere pienamente soddisfatto il desiderio sessuale ha bisogno di esprimersi in una relazione amorosa, tenera, fiduciosa. Una tale relazione mi è stata impedita dalla mia scelta di vita. Non potevo rendere delle donne infelici, ed essere me stesso conteso tra due scelte di vita inconciliabili".
Estratti del libro dell'Abbé Pierre vengono pubblicati oggi da due settimanali, L'Express e Le Point. L'Express parla del libro come di "una bomba nel paese calmo del pensiero cristiano. L'Abbé Pierre dichiara che non è ostile al matrimonio dei sacerdoti, e suggerisce che lui stesso ha avuto relazioni sessuali con delle donne". Per Le Point quella dell'Abbé Pierre è una "sconvolgente confessione", un vero inno contro ogni tabù.
Nel libro in cui ha raccolto pensieri e meditazioni, l'anziano frate cappuccino si è detto convinto che nella chiesa debbano convivere "preti sposati e preti celibi che possano consacrarsi totalmente alla preghiera e agli altri". Il religioso afferma inoltre di essere favorevole all'ordinazione al sacerdozio delle donne e al riconoscimento delle coppie omosessuali.
Per quanto riguarda l'ordinazione delle donne al sacerdozio, Henri Antoine Grouès, vero nome dell'Abbé Pierre, critica Giovanni Paolo II e papa Benedetto XVI. "Non ho mai capito perché hanno affermato che la chiesa non ordinerà mai le donne Una tale affermazione presuppone che questa pratica non sarebbe conforme alla sostanza stessa della fede cristiana. Il principale argomento portato a spiegazione di questo divieto è che Gesù non ha scelto delle donne tra i suoi apostoli. Un argomento che per me non ha nulla di teologico, piuttosto è di natura sociologica".
Il fondatore della comunità di Emmaus, a ruota libera, quindi ha preso in esame la questione delle unioni omosessuali, preferendo parlare di "alleanza" piuttosto che di "matrimonio", "troppo radicato nella coscienza collettiva come unione tra una donna e un uomo".
L'Abbé Pierre malgrado i suoi 93 anni è ancora molto attivo. Nei giorni scorsi è stato a Firenze in occasione delle Giornate europee di lotta contro il traffico degli esseri umani, organizzate dal movimento Emmaus Internazionale.
(27 ottobre 2005)
La Moratti/Brichetto, della quale ricordiamo ancora con affetto e commozione l'assunzione di 9000 insegnanti di religione, ne vuole far assumere (dallo Stato) altri 3000. Risultato: l'unica categoria di insegnamento dive non esiste precariato è quella degli insegnanti di religione cattolica.
Qualche appunto:
PS: io non sono insegnante, ma le palle mi girano vorticosamente lo stesso. Società incivile. Nessuno che se la prenda, poi... Solo i poveri insegnanti precari, quelli veri (che hanno studiato prima di poter insegnare).
Immaginate che io, un giorno, dica: "Il vero cristiano è quello che non rompe le palle all'ateo". E poi, magari: "Non si devono santificare più di 3 beati all'anno, e il calice deve essere di colore blu, in ogni chiesa". Mi si inviterebbe, da molte parti, a farmi gli affari miei.
Questo vale per me, non per i cattolici romani, per esempio. In un onirico convegno dal nome "libertà e laicità" (nell'esempio di sopra, è come se io organizzassi un convegno "Dogma e Rivelazione"), in cui partecipavano Pera e Formigoni ed in cui il papa cattivo Joseph ha mandato una lettera, si è discusso dei cazzacci altrui, nella fattispecie di quelli dei laici.
Qualche esempio:
"uno Stato sanamente laico deve riconoscere nella sua legislazione quel senso religioso in cui si esprime l'apertura dell'essere umano alla trascendenza". Solo questa, secondo Benedetto XVI, è una forma di "laicità positiva", che garantisce "a ogni cittadino il diritto di vivere la propria fede religiosa con autentica libertà, anche in ambito pubblico".
Mi riservo la facoltà di non aggiungere commenti a questo prodotto del tedesco ingegno, ma riporto altre affermazioni del Nostro:
"I diritti fondamentali non vengono creati dal legislatore, ma sono iscritti nella natura stessa della persona umana, e sono pertanto rinviabili ultimamente al creatore"
Credo che Bin Laden dica le stesse cose (ma cambia la lingua, va da sé). Complimenti a Ratzinger, ma ancora di più a chi lo ha eletto a "intellettuale".
Prendo dall'altro mio blog, dal quale ogni tanto travaso materiale su questo (in fondo, l'autore è comune...) un articolo di Michele Serra che mi piacerebbe leggeste.
Al.
Vuoi mettere con Osama? Questo Al Zawahiri, come nemico pubblico numero uno, non ha proprio il fisico del ruolo. L'altro sembra un monaco allucinato, questo qui è paffuto come un prevosto, e mentre borbotta in video i suoi anatemi pare quasi di intendere, in sottofondo, lo sfrigolio allegro del kebab che gira nel suo spiedo. Io credo proprio - a proposito di "vita che deve continuare" - che questi preti pazzi, turbante compreso, vadano doverosamente presi per i fondelli, esattamente come compete al pazzo di nostra competenza, il Bush che gioca a fare il Capo del Mondo tenendo la cartina georafica alla rovescia, 'gnorante ed invadente. In questo senso il Zawahiri cade a fagiolo, è comico come tutti o quasi i potenti del mondo, gli sceicchi straricchi, i generalissimi impettiti, i mister president megalomani e ipocriti, i capi religiosi vecchi e fanatici, tutta gente che manda a crepare i ragazzi piuttosto che crepare in proprio, come sarebbe utile e giusto. Si sa che non ce li toglieremo mai di torno, ci sono sempre stati e sempre ci saranno, vecchi maschi alfa che giocano alla guerra aizzando i poveracci a sgozzare e farsi sgozzare. Il bello delle rivoluzioni era l'idea che i poveracci, finalmente, invece di accopparsi tra di loro decidessero di appendere a un lampione i loro capi scellerati, infami programmatori di carneficine e obbedienza cieca. Scusate il lampione e scusate la sincerità.
Michele Serra, 6.7.2005
Nell'articolo emblematico che riporto in calce c'è un'affermazione molto importante, fatta dall'Osservatore Romano (che osserva un po' troppo, a mio avviso: una specie di Guardone Romano, a giudicare dalla fissazione che ha per ciò che le mutande contengono).
L'affermazione è:
"la ripresa della sperimentazione della Ru486 a Torino, nuovamente torna a svelare cosa stava dietro a tali affermazioni, e quale intenzionalità vi si nascondeva. Si vuole che l'aborto diventi sempre più facile contraccezione, la più tragicamente efficace: si è ormai arrivati ad un tale oscuramento delle coscienze da ritenere atto di libertà l'uccidere il più indifeso degli innocenti".
Ora, è chiaro che tra Chiesa e "innocenti indifesi" un legame c'è sempre stato: invece di cianciare sui feti, cerchino di non molestare i bambini.
Ma a parte questo, dicano chiaramente quello che intendono: come spiegava "madre" Teresa di Calcutta, nessuna terapia che eviti il dolore fisico è accettabile. Qui, come la santona in altri anni, si vuole che la donna che ha sbagliato, che si è resa impura, soffra le pene dell'inferno (così magari ci ripenserà, la prossima volta). La suora albanese non voleva si fornissero ai malati lenitivi di nessun tipo, antidolorifici in testa, perchè "soffrendo ci si avvicina a Dio" (bambini compresi).
Per loro fortuna Dio non esiste, altrimenti sarebbero affari loro.
Al.
L'Osservatore Romano contro la ripresa della sperimentazione
"Contraccezione e aborto, frutti di una medesima pianta"
Il Vaticano all'attacco della Ru486
"La scienza al servizio della morte"
Reazione dei Ds: "Sono parole che dividono anziché far riflettere"
CITTA' DEL VATICANO - Un atto contro la vita, anzi un vero e proprio omicidio. Così l'Osservatore Romano definisce la ripresa della sperimentazione sulla pillola Ru486, nuovamente decisa dalla Regione Piemonte. "Ancora una volta la scienza viene messa al servizio della morte", scrive il giornale del Vaticano, che definisce contraccezione e aborto, "frutti di una medesima pianta". Una connessione, sottolinea il giornale, "non soltanto a livello culturale ma anche tecnico".
"Anche oggi non si può non ribadire - continua il quotidiano - che quando nel paese venne approvata la legge 194, da più parti, con forza ed enfasi si disse che l'interruzione volontaria della gravidanza non doveva essere considerata 'mezzo di contraccezione', e che la libera decisione della donna doveva confrontarsi con le istituzioni pubbliche, garanti del diritto dei terzi".
Insomma, per l'Osservatore, "la ripresa della sperimentazione della Ru486 a Torino, nuovamente torna a svelare cosa stava dietro a tali affermazioni, e quale intenzionalità vi si nascondeva. Si vuole che l'aborto diventi sempre più facile contraccezione, la più tragicamente efficace: si è ormai arrivati ad un tale oscuramento delle coscienze da ritenere atto di libertà l'uccidere il più indifeso degli innocenti".
Le parole dell'Osservatore hanno suscitato la reazione dei Ds che in una nota firmata da Vannino Chiti della Segretaria nazionale giudica negativamente la presa di posizione del quotidiano cattolico: "E' un intervento apodittico che giudica e divide, anzichè sforzarsi di riflettere comprendere e fare riflettere. Lo Stato democratico italiano, con le sue leggi, non ha esaltato l'aborto ma ha previsto casi specifici di interruzione della gravidanza in situazioni nelle quali nel passato la clandestinità aveva rappresentato una vergogna inammissibile in una società civile ed un rischio alla quale si esponeva in solitudine la vita della donna".
(La Repubblica, 5 ottobre 2005)
Non vogliono nemmeno pagare l'Ici per gli immobili con cui fanno miliardi, i ladracci. Merito della Cdl, del tutto a pecoroni quando si tratta di rapporti con la Cei.
Tra l'altro si apre un curioso (ed anticostituzionale, oltre che immorale) precedente solo a vantaggio della chiesa cattolica: immagino che i ricorsi delle altre confessioni troveranno doverosa accoglienza daparte dei tribunali.
Quand'è che qualcuno li manda a casa?
Al.
Scuole e cliniche cattoliche
il Senato cancella l'Ici
Approvata la norma sull'esenzione. In rivolta Comuni e centrosinistra
ROMA - Scuole private, strutture alberghiere per pellegrini e cliniche di proprietà della Chiesa non pagheranno più l'Ici. L'articolo 6 del decreto Infrastrutture, che porta la firma del ministro Pietro Lunardi, approvato ieri in Senato, estende infatti le agevolazioni previste per le chiese cattoliche a tutti gli immobili dove si svolgono attività "connesse a finalità di culto" anche in "forma commerciale". In pratica, se finora l'Ici non doveva essere pagata per i luoghi di culto e le loro pertinenze (oratori e sale giochi, conventi e monasteri), la nuova legge allarga l'esenzione a scuole private, case di cura, ristoranti e foresterie appartenenti alle istituzioni cattoliche (e non alle altre confessioni religiose).
Il danno calcolato dall'Anci per le casse dei Comuni è di almeno 300 milioni di euro, 25 dei quali solo a Roma e di una perdita del 30 per cento del gettito in località come Assisi (dove il sindaco di centrodestra si è lamentato). La stima potrebbe però peccare per difetto: solo le strutture destinate all'ospitalità (alberghi per pellegrini, case per ferie, colonie, pensionati e simili) sono circa 3.000 in tutta Italia.
La vicenda, oltre ad essere contestata per la disparità che crea a favore delle attività gestite dalla chiesa cattolica, apre preoccupanti risvolti di finanza pubblica. La norma infatti è di carattere interpretativo e dunque dà la chiave di lettura della legge che istituì l'Ici nel 1993: si apre la porta di conseguenza ad un contenzioso gigantesco di fronte ai giudici tributari, ai quali potranno ricorrere i proprietari degli immobili che fino ad oggi hanno regolarmente pagato la tassa comunale.
"Se il governo voleva fare un intervento di questo genere libero di farlo, ma avrebbe dovuto dare una adeguata copertura senza mettere le finanze dei Comuni in grave rischio", ha detto il ds Morando. Del resto il provvedimento era stato bloccato in commissione Bilancio del Senato alcuni giorni fa proprio per mancanza di copertura finanziaria.
Preoccupato il giudizio di Angius (Ds): "E' un altro dei regali che la Cdl ha fatto in questi anni alla Cei".
Il colpo di mano sull'Ici "ecclesiastica" non fa che gettare benzina sul fuoco dello scontro tra enti locali e governo per i tagli di 3,1 miliardi previsti dalla Finanziaria. Ieri il presidente dell'Anci Domenici è tornato a parlare di manovra "autoritaria e non concertata", Legautonomie propone di sospendere tutti i servizi comunali di un'ora per protesta e il sindaco di Bologna Cofferati ha invitato a "difendersi dall'aggressione".
Palazzo Chigi nel frattempo reagisce alle accuse di sprechi, rivolte dai sindaci allo Stato centrale, e in particolare all'accusa di aver speso 6 milioni per sondaggi. "Notizia falsa", ha detto la presidenza del Consiglio. "La notizia sta in un dossier della Confesercenti che è stato utilizzato anche da Tremonti e dunque è stato giudicato affidabile", hanno replicato dall'Anci. (r. p.)
(6 ottobre 2005)