Dedicato a tutti i non credenti che si sentono affogare nel magma ipocrita ed invadente del cattolicesimo.
E non solo.

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Leggo da La Repubblica: "I vescovi: parleremo ancora".
Cos'è, una minaccia?
Tra l'altro, è vero che (Fassino) "i fischi non sono un argomento", ma chi fa politica non può prendersela se lo fischiano. E Ruini la politica la fa, entrando addirittura (senza saperne nulla, e sbagliando) in campo costituzionale.
Perle di saggezza per perle di saggezza ho anche io un consiglio: perchè non provate a scriverla anche voi, in Vaticano, una Costituzione? Ora come ora, caro il mio Ruini, siete uno stato teocratico, con le Scritture come base giuridica come l'ultimo degli emirati islamici.
aggiornamento: mi ricredo sull'opinione di Fassino, mi ero sbagliato. Ho appena sentito (Controcorrente, Sky) una sua battuta sull'ignoranza civica di Ruini ("Ruini vuole che le unioni di fatto siano regolate solo dal codice civile? Cambiamo tutti gli articoli del codice civile in modo tale che ogni volta che compare la parola 'coniugi' si aggiunga 'o conviventi'? Lo sa che così li si equiparano totalmente agli effetti di legge? a noi sta anche bene...").
Grande.
Io mi chiedo: se questi idioti avessero cacciato dalla scuola la ragazza perchè aveva il padre ebreo, ci sarebbe stata differenza?
Nella sostanza no di certo, ma credo le reazioni sarebbero state diverse.
Siamo esemplari di una specie odiosamente stupida: sarebbe tanto facile avere solo scuole aperte a tutti... Vorrei vedere se spunterebbe mai un Eichmann.
Al.
LOS ANGELES - Shay ha due mamme. Una è la madre naturale, che l'ha partorita 14 anni fa. E l'altra è la compagna con cui la donna ha una relazione da ben 22 anni. Ma vivere con due lesbiche come genitori è costato alla ragazza l'espulsione dalla scuola cristiana che frequentava. Il comportamento della madre, ha spiegato il preside, non è in linea con le politiche e con la morale dell'istituto.
«NOI CRESCIAMO I LEADER CRISTIANI» - E' successo a Ontario, in California, alla Ontario Christian High School, un istituto fondato nel 1944 da una dozzina di famiglie aderenti alla chiesa cristiana riformata che per le prime lezioni hanno avuto a disposizione solo un garage per automobili. Ma da allora di strada ne è stata percorsa parecchia e oggi la scuola, che ha come motto «Noi cresciamo i leader cristiani», è frequentata da un migliaio di studenti. Da giovedì, però, ce n'è una in meno, Shay Clark, iscritta al primo anno della high school (nell'istituto ci sono anche una scuola materna e le equivalenti delle nostre scuole elementari e medie) e componente delle cheerleaders che sostengono le squadre sportive della scuola impegnate nei tornei studenteschi. E proprio un richiamo per il comportamento della ragazza, «colpevole» assieme ad una compagna di squadra di avere parlato con il pubblico durante una partita di football in cui era impegnata come supporter, ha fatto venire alla luce l'omosessualità della madre, Tina Clark.
«STILE DI VITA IMMORALE» - Proprio a quest'ultima è arrivata la lettera del preside Leonard Stob che annunciava l'espulsione della ragazza: «La vostra famiglia - si legge in un brano della missiva, riportato dal Los Angeles Times - non è in linea con le nostre politiche di ammissione». Politiche, ha precisato Stob, che prevedono che i genitori non siano coinvolti in pratiche «immorali o incompatibili con lo stile di via cristiano come ad esempio la convivenza senza matrimonio o all'interno di una relazione omosessuale».
RESTITUITA LA RETTA - La donna è stata invitata a presentarsi a scuola per raccogliere tutte le cose della figlia e a lasciare liberi armadietti e altre proprietà dell'istituto. A Tina - che da 22 anni convive con Mitzi Gray, con la quale cresce altre due figlie di 9 e 19 anni - è stato anche inviato un assegno di 3.415 dollari, pari alla retta pagata per metà dell'anno scolastico.
ALLA SCUOLA PUBBLICA - Tina e Shay hanno deciso di non ricorrere contro la decisione dell'istituto - che nella home page del suo sito Internet pubblica ogni giorno un verso tratto dalla Bibbia (e lo rende disponibile anche in versione audio) e che fa del trinomio chiesa-scuola-famiglia il punto di forza dei propri programmi educativi - e dalla prossima settimana la ragazza inizierà a frequentare una scuola pubblica.
Dal Corsera del 23 settembre 2005
A. Sa.
Non tutti si prostrano al comune "buon senso". Ci sono alcuni che se la rischiano, pur ricoprendo posizioni invidiabili.
Sono questi che le cambiano, le cose.
Al.
Udienza fissata dal tribunale dell'Aquila. Anche da imputato
il magistrato riproporrà il problema: "Niente simboli religiosi"
Non voleva il crocifisso in aula
Giudice di Ancona sotto processo
ROMA - Giudizio immediato per il magistrato di Camerino (Ancona) Luigi Tosti, accusato di omissione di atti di ufficio, per "essersi indebitamente astenuto dal tenere le udienze a causa della presenza del crocifisso nelle aule giudiziarie". L'udienza è stata fissata dal Giudice per le indagini preliminari del Tribunale dell'Aquila per il 18 novembre prossimo.
La notizia della fissazione del giudizio immediato è stata confermata dallo stesso Tosti. Il giudice ha annunciato che, anche in veste di imputato, riproporrà il problema, cioè non vorrà essere giudicato in un'aula con simboli religiosi. "Il 18 novembre prossimo - ha detto il magistrato - dovrò entrare in un'aula giudiziaria non in qualità di dipendente dell'Amministrazione giudiziaria ma come "utente", cioè da imputato: dal momento, però, che si riproporrà la stessa identica questione, inoltrerò al tribunale dell'Aquila e al ministro di Giustizia la richiesta di rimuovere i simboli religiosi dalle aule giudiziarie, preannunciando il mio rifiuto a presenziare all'udienza in caso di inottemperanza".
Il giudice Tosti solleverà eccezione di incostituzionalità dell'articolo 420 del codice di procedura penale, nella parte in cui esclude che costituisca legittimo impedimento a comparire dell'imputato il rifiuto a presenziare motivato dall'obbligatoria presenza del simbolo religioso nelle aule giudiziarie: "Mi sembra francamente grottesco - ha aggiunto - dover essere giudicato, oltretutto per fatti collegati proprio all'indebita presenza del crocifisso, da giudici confessionali sovrastati da quel simbolo partigiano e che giudicano in nome del Dio dei cattolici".
(23 settembre 2005)
Il capo dello Stato: "Il 20 settembre si compie il sogno risorgimentale"
Il messaggio dopo le polemiche sollevate da Ruini sulle coppie di fatto
Ciampi celebra Porta Pia, la ferita mai cancellata
Un gesto che ha suscitato non poche perplessità nel mondo politico. In molti si sono chiesti se ci sia una simbologia dietro questa scelta, se il capo dello Stato abbia voluto mandare un messaggio preciso e farlo cadere nel dibattito di questi giorni. Il richiamo a uno degli episodi più drammatici dello scontro tra truppe piemontesi e truppe papaline, ha fatto pensare che Ciampi volesse ribadire la laicità dello Stato e frenare le ingerenze del Vaticano sulle scelte della politica. Messaggio ancora più esplicito dopo la condanna dei Pacs del cardinale Ruini di ieri e la battaglia della Chiesa contro le unioni di fatto.
Il capo dello Stato ha anche inviato una corona d'alloro a Porta Pia, in memoria dei 49 bersaglieri che persero la vita per aprire la "breccia". Una corona che si aggiunge a quella che i radicali italiani depongono ogni anno in ricordo di quei caduti.
Quella pagina di storia patria, lo scontro sanguinoso fra bersaglieri piemontesi e zuavi papalini per occupare Roma, rievoca una antica ferita nei rapporti fra l'Italia risorgimentale e lo Stato pontificio, che per lungo tempo tenne i cattolici fuori dalla vita politica dello Stato unitario. Perciò, con fair play istituzionale, di solito non viene ricordata.
La ferita fu sanata del tutto, ufficialmente, l'11 febbraio 1929 dai Patti Lateranensi, dopo i quali Pio XI fece cessare la clausura volontaria dei pontefici. Ma una piccola minoranza di irriducibili papisti anti-risorgimentali tiene il punto e ogni anno viene celebrata una messa in suffragio dei 19 soldati di Papa Pio IX caduti sotto l'offensiva dei bersaglieri guidati dal generale Cadorna. Una messa in latino, della quale si parlò molto nel 1999, quando vi partecipò il governatore di Bankitalia Antonio Fazio, su invito del principe Sforza Ruspoli.
Per questo in molti si sono chiesti: perché Ciampi ha celebrato Porta Pia? L'impressione è che il presidente abbia voluto ricordare Porta Pia dopo aver seguito sui giornali le polemiche dei giorni scorsi.
Del resto il capo dello Stato aveva riaffermato le radici laiche dello Stato anche lo scorso giugno al Quirinale, ricevendo Papa Benedetto XVI. Quindi niente a che fare, secondo questa versione, con la lettura dei giornali di oggi.
Comunque, secondo il ministro Buttiglione, se Ciampi ce l'aveva con Ruini, il suo è stato un riferimento "sfumatissimo" e condivisibile da ogni buon cattolico.
Apprezzamento per le parole di Ciampi è stato espresso dal segretario dei Radicali Italiani Capezzone e da Marco Pannella, dal Ds Luciano Violante ("Indipendentemente da quanto ha detto il cardinale Ruini, è un forte richiamo alla laicità dello Stato"), da Franco Giordano (Prc), e da Gianfranco Pagliarulo (Pdci).
(20 settembre 2005)
Ricevo via email dal Cicap e - come sempre - volentieri pubblico.
Al.
Come accade ogni anno, si torna a parlare della liquefazione del
sangue di S. Gennaro e si parla anche dello scetticismo dimostrato
dal CICAP nei confronti del fenomeno. A volte lo si fa con toni un
po' troppo perentori, che il CICAP difficilmente userebbe. Per
esempio, non potremmo mai affermare, come e' stato fatto in questi
giorni, che ''Secondo il Cicap nelle ampolle non c'è il sangue del
santo ma un gel medioevale che quando viene agitato diventa
liquido'', perche' non abbiamo mai potuto esaminare il contenuto
delle ampolle. La nostra e' semplicemente un'ipotesi su quello che
potrebbe esserci nelle ampolle, un'ipotesi che noi riteniamo molto
credibile, ma pur sempre un'ipotesi.
Tutto era cominciato nel 1991, quando tre ricercatori del CICAP,
Luigi Garlaschelli, Franco Ramaccini, Sergio Della Sala, pubblicarono
un articolo sull'autorevole rivista scientifica ''Nature'' [Luigi
Garlaschelli, Franco Ramaccini, Sergio Della Sala. "Working bloody
miracles", Nature, vol. 353, n. 6344, (10 ott. 1991) p. 507].
Nell'articolo si avanzava l'ipotesi secondo cui all'origine del
cosiddetto "Miracolo di S. Gennaro" vi potrebbe essere il fenomeno
della tissotropia.
Le sostanze che presentano questa proprietà, se agitate, possono
aumentare la loro fluidità e, in certi casi, possono passare da uno
stato pastoso, quasi solido, allo stato liquido. La sostanza più
comune che presenta questa singolare proprietà è sicuramente la salsa
ketchup. Se il contenitore è lasciato fermo la salsa ha un aspetto
semisolido. Quando invece il contenitore viene agitato, la salsa
diventa fluida al punto di fuoriuscire facilmente. La tissotropia è
pure utilizzata nella preparazione di particolari vernici che "non
colano". Infatti, finché esse vengono spennellate sono fluide, quando
si cessa la spennellazione solidificano evitando in tal modo di colare.
Gli esperti del CICAP, guidati dal chimico Luigi Garlaschelli
dell'Universita' di Pavia, sono riusciti a preparare, con tecniche
molto semplici e disponibili anche nel medioevo, una sostanza che
come aspetto, colore e comportamento riproduce esattamente il sangue
di S. Gennaro. Durante la funzione officiata dall'arcivescovo di
Napoli, la teca contenente il sangue di S. Gennaro viene
ripetutamente manipolata con diversi capovolgimenti finalizzati a
controllare la liquefazione del sangue. Queste sollecitazioni
meccaniche potrebbero indurre la fluidificazione del contenuto,
esattamente come succede per la sostanza prodotta in laboratorio dai
tre ricercatori del CICAP.
Tutti i componenti necessari per creare questo gel (carbonato di
calcio, di cui e' costituito il guscio delle uova, sale da cucina e
carbonato di ferro, come quello che si trova in un minerale tipico
dei vulcani, la molisite) si trovano da sempre in natura ed erano
certo disponibili a qualche alchimista medievale che, con le tecniche
dell'epoca (le prime notizie relative alla reliquia risalgono
solamente al 1389, e non prima), avrebbe potuto tranquillamente
preparare la singolare sostanza tissotropica. La miscela presenta una
colorazione perfettamente uguale a quella del presunto sangue del
martire, senza bisogno di aggiungere alcun colorante. La presenza del
ferro, inoltre, consentirebbe di interpretare i risultati ottenuti da
due analisi spettroscopiche eseguite sulla reliquia nel 1902 e nel
1989 che avrebbero rivelato la presenza di emoglobina. In realta', la
presunta emoglobina sarebbe stata identificata proprio grazie ai
picchi di assorbimento del ferro e la sospensione di idrossido
ferrico presenta spettri molto simili a quelli registrati nelle
analisi condotte sulla reliquia del santo napoletano. Fatto curioso,
anche la sostanza prodotta in laboratorio non si comporta ogni volta
nello stesso modo, a volte ci mette molto tempo a liquefarsi, altre
meno: esattamente come succede per quella di Napoli.
E' chiaro, come teniamo a ricordare ogni volta, che l'ultima parola
sul presunto miracolo potrebbe essere pronunciata solo analizzando il
contenuto dell'ampolla. Con le tecniche odierne sarebbe senz'altro
possibile condurre questa analisi senza danneggiare minimamente la
reliquia. Dunque, se c'e' qualcosa da chiarire e' caso mai perche' le
autorità ecclesiastiche non consentano questa semplice verifica.
Sostenere, come dice il nunzio apostolico in Italia, monsignor Paolo
Romeo, che ''L'inspiegabilità scientifica del fenomeno è stata
comprovata anche dalle ricerche più recenti'', non serve. Non esiste
infatti alcuna ricerca pubblicata su una rivista scientifica (come e'
invece il caso del lavoro del CICAP, pubblicato sul piu' prestigioso
''journal'' scientifico del mondo) che possa corroborare questa
affermazione.
di Massimo Polidoro
ha collaborato Silvano Fuso
Per saperne di piu':
Il testo originale del lavoro scientifico del CICAP pubblicato da Nature
http://www.cicap.org/articoli
Un lavoro scientifico di Luigi Garlaschelli sul sangue di S. Gennaro
http://www.luigigarlaschelli
Indagine sul sangue di San Gennaro, di Franco Ramaccini
http://www.cicap.org/articoli
''A miracle diagnosis'': un altro lavoro scientifico di Garlaschelli
http://www.luigigarlaschelli
''Chemistry of Supernatural Substances'': un ulteriore lavoro
scientifico di Garlaschelli
http://www.luigigarlaschelli
Il 23 settembre scorso La Repubblica ha pubblicato in prima pagina un articolo di Khaled Fouad Allam intitolato «Io, musulmano nell’Europa cristiana», sul tema della Convenzione europea e delle radici cristiane dell’Europa. Non intendo qui pronunciarmi sulle opinioni espresse dall’autore, e neppure sulla validità del collegamento tra queste opinioni e i fatti o dai quali esse dovrebbero derivare: qualsiasi opinione può essere condivisa o non esserlo, qualsiasi deduzione può essere convincente oppure no; ma i fatti sono sacri, e solo di fatti desidero occuparmi in questa sede.
Qualche considerazione preliminare, prima di tornare all’articolo di Khaled Fouad Allam.
Come dato di fatto, le “radici cristiane” dell’Europa sono cosa incontrovertibile. Non meno incontrovertibile del fatto che, in grande maggioranza, gli Europei hanno la pelle bianca, o che a occidente l’Europa confina con l’Oceano Atlantico. E dei dati di fatto indipendenti dalla nostra volontà non ha senso vantarsi né vergognarsi, a meno che a questi fatti non si voglia attribuire un valore programmatico, di modello o di delimitazione. Menzionare nella Convenzione europea le “radici bianche” della popolazione sarebbe superfluo come indicazione di un dato di fatto e del tutto inaccettabile nel mondo di oggi come indicazione di auspicabile delimitazione o di orientamento preferenziale per il futuro. Similmente, il ricordare nella Convenzione che, poniamo, i confini orientali della Comunità Europea coincidono oggi con quelli della Finlandia, della Svezia, della Germania e dell’Austria, o che saranno tra un anno quelli previsti dall’allargamento della Comunità, sarebbe superfluo come presa d’atto di una situazione di fatto, e politicamente inopportuno come indicazione di chiusura nei confronti di eventuali ulteriori allargamenti futuri. Così anche per le “radici cristiane” dell’Europa: come dato di fatto sono cosa troppo nota ed evidente per aver bisogno di essere ricordate, e per aver senso la loro eventuale menzione nella Convenzione presuppone un’adeguata motivazione.
Tra le principali motivazioni che Khaled Fouad Allam ci propone con forza: c’è l’affermazione che «le nostre istanze politiche si radicano proprio nel cristianesimo» e che c’è anche «qualcosa di più profondo…: la passione per la libertà - ovvero le passioni democratiche - e il sentirsi partecipi di una storia comune, che ha fatto del cristianesimo il punto focale intorno cui l’Europa si è definita». E ancora: «L’Europa è debitrice verso il cristianesimo perché, lo si voglia o no, esso le ha dato forma, significato e valori».
Ma la Storia non dice questo. La Storia dice tutto il contrario.
La Storia dice che la democrazia, come concetto (Platone, Aristotele), è nata nell’ambiente pagano dell’antica Grecia, e nello stesso ambiente si è realizzata, simultaneamente al rigoglioso sviluppo del pensiero matematico e della Logica e ai primi progressi delle scienze della natura. La Storia dice che dalla caduta delle città-Stato greche alla rinascita delle idee democratiche e alla costituzione delle prime democrazie moderne sono trascorsi un paio di millenni e, durante almeno metà di questo lungo periodo, l’Europa è stata quasi esclusivamente soggetta a regimi autocratici od oligarchici cristiani, i cui re e imperatori hanno spesso cercato e ottenuto l’incoronazione papale. La Storia dice che la parte per noi più significativa dell’opera di Aristotele, comprendente tra l’altro la Fisica, l’Etica e la Politica, è giunta all’Europa cristiana del tardo Medio Evo e del Rinascimento, nonostante l’avversione e i divieti della Chiesa, attraverso la ritraduzione in latino delle traduzioni in arabo degli originari testi greci curate, custodite e commentate dagli studiosi arabi e, in particolare, da Avicenna nel secolo XI e da Averroe, a Cordova (allora capitale della Spagna musulmana) nel secolo successivo. Tutti riconoscono l’influenza del rinnovato interesse per l’antichità precristiana sulla formazione dell’umanesimo rinascimentale, che a sua volta ha dato origine al pensiero e alla metodologia scientifica dei tempi moderni e agli ideali di tolleranza, libertà e giustizia esaltati dall’illuminismo, nonostante l’ostinata repressione delle autorità religiose. Solo tra il 1572 e il 1605 l’Inquisizione mandò al rogo, per le loro idee, una cinquantina di eretici tra i quali Giordano Bruno. Galileo è stato processato e condannato per le sue scoperte scientifiche, Cartesio si è ritirato a lungo in Olanda per poter godere di un clima più libero, ma da quello stesso ambiente Spinoza, il primo grande filosofo moderno fautore della democrazia, ha dovuto ricorrere a mille cautele per riuscire a far conoscere il proprio pensiero, a causa della minacciosa ostilità delle autorità religiose. Le scoperte di Darwin sono ancora oggi considerate sacrileghe in certi ambienti cristiani, e in alcuni stati degli USA qualcuno si adopera per cercar di vietarne l’insegnamento nelle scuole. La Storia dice che nei ricorrenti conflitti tra potere assoluto in stati cristiani e aneliti libertari la Chiesa si è quasi sempre schierata dalla parte del potere, e gli Stati Pontifici stessi sono stati fino alla fine un esempio di assolutismo e di arbitrio poliziesco.
La Storia dice dunque, attraverso i pochi fatti che abbiamo ricordato e innumerevoli altri che si potrebbero aggiungere, che gli ideali di democrazia, di giustizia, di libertà, di solidarietà umana ai quali l’Europa di oggi aspira e nei quali tutti gli europei di oggi vorrebbero riconoscersi, si sono fatti strada nonostante, e non grazie, alle radici cristiane. Se è vero che questi ideali sono anche, in parte, valori cristiani, si tratta di un cristianesimo ideale che almeno fino a tempi recenti poco aveva a che fare con il “cristianesimo reale”, così come il socialismo degli idealisti poco aveva a che fare con il “socialismo reale” dell’Unione Sovietica e dei suoi satelliti. E se è vero che negli ultimi 50 anni, con la svolta impressale da Giovanni XIII, la Chiesa cattolica si è in parte riavvicinata ai valori comuni del cristianesimo ideale, del socialismo ideale, dell’Islam ideale, del giudaismo ideale e della morale platonica e aristotelica, non si può, senza insultare la Storia, affermare che questo è conseguenza delle radici cristiane dell’Europa: si tratta piuttosto di un frutto derivante da quelle altre radici lontane della nostra civiltà che risalgono alla Grecia pagana e che, con il contributo essenziale, nel Medio Evo, della cultura islamica e della sua presenza nella penisola iberica (non dovrei essere io a ricordare all’islamista Khaled Fouad Allam) sono riuscite a riemergere, dopo tanti secoli di incontrastato assolutismo, di superstizione, di cruento fanatismo e di ostinata repressione, dando anche origine alla linfa che ha alimentato il rigore metodologico della scienza moderna, l’effettiva istituzione di regimi sia pur imperfettamente democratici, e i primi lenti e sofferti passi verso il superamento delle superstizioni e dei pregiudizi. Tutto questo è accaduto nonostante e a dispetto delle nostre radici cristiane.
Ricevo da www.anticlericale.net, e pubblico.
Al.
Sin dal 1962 le più alte gerarchie vaticane, intese sia come massimi rappresentanti sia della religione cattolica che dello Stato Vaticano, hanno, nei fatti, organizzato e realizzato quella che oggi appare in tutta la sua gravità: una rete di protezione dei preti pedofili tale da consentire la diffusione e, per diversi di loro, la reiterazione delle violenze perpetrate per anni nella più assoluta impunità.
Già nel 1962 il Vaticano era a conoscenza del compiersi di questi reati e della loro diffusione. Per "governare" lo scandalo, diede disposizioni tassative, pena la scomunica, con il solo obiettivo di evitare la fuoriuscita di qualsiasi notizia relativa a violenze commesse da esponenti del clero.
Disposizioni confermate, nel 2001, da Papa Benedetto XVI, allora cardinale, Prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede.
Anziché fare un passo indietro e ammettere le proprie responsabilità, l'8 febbraio scorso -secondo quanto riportato, e non smentito, dal National Catholic Reporter, membro dell'associazione della stampa cattolica - il Segretario di Stato Vaticano, Cardinale Sodano, durante il colloquio ufficiale con la sua omologa americana Condoleeza Rice, ha chiesto di intervenire in un processo in corso a Louisville contro dei preti accusati di pedofilia, processo in cui il Vaticano è stato chiamato a rispondere delle disposizioni date nel 1962.
Il portavoce vaticano Navarro-Valls, interpellato dal National Catholic Reporter, ha dichiarato che è "ovvio e ragionevole" che la Santa sede, in quanto entità sovrana, "chieda l'immunità per i propri atti, prevista dalla legge internazionale".
Questa vicenda, di cui si discute in tutto il mondo, tranne che in Italia, deve essere affrontata nelle sedi appropriate. Approfittando del proprio status di entità sovrana, la Santa sede, ha abusato dell'immunità prevista dalla legge internazionale e del vincolo d'obbedienza a cui sono legati i propri sudditi, e organizzato un sistema per sottrarre alla giustizia i preti colpevoli di reati di pedofilia, mentre non ha fatto nulla per impedire che li reiterassero.
Lo scandalo dei preti pedofili non si limita al recente scandalo esploso negli Stati Uniti. Non è solo scandalo, ma reato e non è circoscritto alla sola Chiesa americana. La giustizia ha iniziato il proprio corso, ma finora non è mai accaduto che la Santa sede abbia denunciato essa stessa alle autorità giudiziarie fatti di abusi sessuali - pur essendone a conoscenza - né abbia collaborato alle indagini.
Un anno fa i cittadini svizzeri venivano chiamati ad esprimere il proprio parere sull’uso terapeutico delle cellule staminali umane e di cellule derivanti da tessuti embrionali umani. I referendum su questioni scientifiche non sono una novità per gli svizzeri, che ricorrono a questo tipo di consultazione 4-5 volte all’anno. [...]
La risposta degli svizzeri superò le aspettative più rosee degli scienziati, con una media nazionale di sì al di sopra del 70% e punte dell’80% nei cantoni a maggioranza protestante (ad esempio Ginevra) e con un minimo del 55% in quelli più cattolici. Rispettando una lunga tradizione di laicità e la garanzia costituzionale di libertà di opinione, non vi fu (al contrario dell’Italia) alcun intervento da parte del clero, neppure quello cattolico, rivolto a scoraggiare l’esercizio del voto. E la scelta del popolo svizzero è stata prontamente premiata secondo quando si può leggere sulla rivista medica inglese «Lancet».
Un gruppo di ricercatori dell’Università di Losanna, utilizzando per la prima volta cellule umane derivanti da un’embrione che, secondo la legge precedente (e secondo quella vigente oggi in Italia), sarebbero andate inevitabilmente distrutte, ha trattato 8 bambini gravemente ustionati ricoverati nella Clinica Universitaria di Losanna. Dall’embrione si è prelevato un minuscolo lembo, poi coltivato in vitro in modo tale da ottenere migliaia di cellule primitive della pelle. Un solo embrione è bastato per curare tutti gli otto bambini e secondo i ricercatori lo stesso frammento sarebbe bastato per oltre cento pazienti. [...]
La pelle usata normalmente per i trapianti non ha una elasticità tale da permettere movimenti normali delle dita, degli arti e delle articolazioni dopo l’attecchimento. I bambini ustionati devono essere sottoposti a una serie di dolorose operazioni successive via via che crescono. Le ustioni trattate con cellule embrionali umane appaiono invece come pelle con una pigmentazione quasi normale. Altro vantaggio del trattamento è la rapidità della guarigione: 15 giorni in media, cioè molto più rapida che con i trapianti. Rimane ancora da dimostrare la possibiltà di moltiplicare il numero di cellule ottenuto, di poterle preservare, confezionare e spedirle ad altri centri di cura.
Con un solo embrione umano si potrebbero curare centinaia di persone.
Ai pazienti italiani non rimarrebbe che rivolgersi a centri stranieri con un po’ di rammarico per non aver capito l’importanza pratica del quesito referendario.
Un vecchio cult, che girava via email qualche tempo fa. Non posso non pubblicarlo.
A.
La dottoressa Laura Schlesinger e' una famosa giornalista della radio americana; nella sua trasmissione dispensa consigli alle persone che telefonano. Qualche tempo fa, Laura ha affermato che l'omosessualità, secondo la Bibbia (Lev.18:22), è un abominio e non puo' essere tollerata in alcun caso. La seguente e' una lettera spedita alla signora Schlesinger.
----------------------------------
Cara Dottoressa Schlesinger, le scrivo per ringraziarla del suo lavoro educativo sulle leggi del Signore. Ho imparato davvero molto dal suo programma, ed ho cercato di dividere tale conoscenza con piu' persone possibile.
Adesso, quando qualcuno tenta di difendere lo stile di vita omosessuale, gli ricordo semplicemente che nel Levitico 18:22 si afferma che ciò è un abominio.
Fine della discussione.
Però, avrei bisogno di alcun consigli da lei, a riguardo di altre leggi specifiche e come applicarle.
L'ho già citato nel post precedente, ma voglio ampliare l'argomento. n / infinito = 0 dove n è il numero di religioni esistenti, e l'infinito si spiega con l'alto numero di religioni esistenti, anche diversissime tra loro, e con la comparsa di quelle nuove, in costante crescita. Tutti possiamo inventarci una sciocchezza! Mi chiedo, tuttavia, come sia possibile che la minima incertezza, il minimo dubbio diventi subito divinità . Devo considerare la possibilità di dichiarare che il mio calzino destro mi parla, e ha creato il mondo. Potrei farlo includere anche io nei libri di testo americani...
Dicevo: statisticamente parlando, Dio non esiste. Non che io sia un matematico (e Piergiorgio Odifreddi mi bacchetterebbe sicuramente le mani facendomi molto male), ma l'esame di statistica l'ho dato anni fa e quindi mi sento parzialmente titolato.
Allora: prendendo come assunta l'impossibilità di dimostrare l'esistenza di Dio, intrinseca al concetto di fede (se sapessimo, non crederemmo ma - appunto - sapremmo), non ne può derivare che l'impossibilità di dimostrare quale religione sia nel giusto, tra le tante esistenti sul mercato. Ergo, l'equazione può essere
Siamo ad un livello aritmetico, più che matematico o statistico...
Da notare le ultime evoluzioni delle teorie dei quark, da alcuni salutate come religione, o la new age con la sua omeopatia, o gli Ufo con gli annessi cerchi nel grano.